Mitsubishi nei guai fino al collo test truccati per l’intera gamma

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Dopo lo scandalo dei diesel tedeschi truccati sembra sia la volta delle quattro ruote giapponesi: Mitsubishi Motors ha riconosciuto oggi che i test irregolari sull’efficienza dei motori (già ammessi per 4 linee di minicar) potrebbero aver interessato altri nove modelli, estendendosi a tutta la gamma venduta in Giappone, presente e passata.
Tale ammissione è giunta dopo un articolo pubblicato sul quotidiano Asahi dove si precisava che i test riguarderebbero praticamente tutti i modelli commercializzati in Giappone dal 1991. Il gruppo sta facendo accertamenti anche su modelli venduti all’estero. Lo scandalo si allarga materializzando il rischio di fallimento per la società a meno di salvataggi con operazioni straordinarie. Non sarebbe neppure la prima volta che succede, una dozzina di anni fa, infatti, le altre aziende del “keiretsu” Mitsubishi misero i fondi per salvare la azienda madre da un altro scandalo.
Per ora la Mitsubishi preferisce non fare smentite, facendo anche delle implicite ammissioni di colpa riconoscendo la validità dei test di controllo fatti. Mitsubishi ha inoltre confermato che dal 25 aprile è insediata una commissione di esperti esterni, chiamata dalla Corporation a valutare le cause, le modalità ed ogni altro aspetto inerente alla vicenda.
Coem se non bastasse, la società di componentistica Takata Corp. ha preannunciato una drastica ristrutturazione dopo aver registrato il terzo rosso annuale in quattro esercizi a causa dei costi crescenti legati al richiamo in officina di auto equipaggiate con i suoi airbag potenzialmente difettosi. La perdita netta nell’esercizio terminato il 31 marzo è di 13,1 miliardi di yen. In vista c’e’ di peggio: il richiamo di altri 40 milioni di airbag della società…

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