Modalità raccolta rifiuti a Udine, l’opinione di Claudia Gallanda

Le disastrose conseguenze della modifica in "casa per casa" della raccolta dei rifiuti erano ampiamente prevedibili. Non prevedibile era invece che molte delle forze politiche di  opposizione, pur contattate in tempo utile per discutere e confrontarsi  sul tema, non accettassero l'invito al dialogo. Forse temevano che  emergessero tutte le mie proposte migliorative e premiali sulla raccolta  dei rifiuti, presentate per anni quando le stesse forze erano  maggioranza e le cassarono senza appello? È legittimo il dubbio che alcuni desiderassero l'esplosione della  situazione - come ora è - per poi "giocarsela" nella prossima campagna  elettorale. So che da quell'area politica è infine partito un esposto al  Tar (non accolto) ma troppo tardi per influire sulla decisione, mentre  se invece si fossero mossi per tempo anche con i loro consiglieri di  quartiere, forse qualcosa avrebbero risolto. Fra le molte strumentalizzazioni, la poca informazione e l'azione  preventiva dei consiglieri comunali scarsa o troppo in ritardo - a parte  quella del consigliere Domenico Liano, autore di un ordine del giorno  sull'argomento ancora a inizio 2019, e il consigliere Marcello Mazza, che, in contrasto col suo partito per la scelta, presentò le dimissioni
- anche l'azione dei novelli consiglieri di quartiere risultò pressoché nulla. Ancora una volta è evidente che ai vari politici che si alternano al potere in Comune poco interessa della città e dei cittadini, della
qualità di un servizio essenziale o della fatica degli addetti alla raccolta anche in condizioni atmosferiche proibitive. Sembra proprio che quel che a loro importa sia solo di apparire  battaglieri e non sia risolvere i problemi, per esempio come arginare i  nuovi "furbetti" che adesso depositano i loro rifiuti ovunque trovino un  bidoncino altrui.

Claudia Gallanda