Morte di Martina Oppelli: le prime reazioni della politica

Honsell (Open): il grido di Martina Oppelli sul fine vita non può essere ignorato

“L’ultimo messaggio di Martina Oppelli è un documento di altissima umanità ma è anche un terribile j’accuse nei confronti di quei politici ipocriti che condannano a sofferenze insostenibili persone come Martina Oppelli per opportunismo elettorale. Non è accettabile che dopo oltre 6 anni dalla sentenza Cappato il Parlamento sia rimasto inerte e i vertici della nostra Regione neghino attraverso sofismi per ben tre volte quello che la Consulta ritiene invece un diritto. La scelta di Martina, nella sua tragicità, è un atto di profonda libertà e un richiamo alto alle coscienze. Esprimiamo vicinanza alla sua famiglia e a tutti coloro che hanno saputo ascoltare la sua richiesta di aiuto, in primo luogo l’Associazione Coscioni. Come disse Sciascia e poi riprese Beppino Englaro: non è la speranza l’ultima a morire, ma è morire l’ultima speranza. Come Open sinistra FVG continueremo nel nostro impegno per l’autodeterminazione.” Così si è espresso Furio Honsell, Consigliere regionale di Open Sinistra FVG.

Bullian, Massolino e Moretuzzo: «Necessario riprendere, con convinzione e responsabilità, un percorso di riflessione su un tema quanto mai urgente qual è il fine vita»

«Apprendiamo con profonda tristezza della scomparsa dell’architetta Martina Oppelli, avvenuta – contrariamente a quanto lei auspicava – in Svizzera, dove ha avuto accesso al suicidio medicalmente assistito. La sua scelta, maturata dopo anni di sofferenze e dinieghi da parte delle autorità sanitarie, rappresenta un grido silenzioso ma oggi ancor più potente. Oggi deve essere una giornata di raccoglimento e di rispettoso silenzio nei confronti di chi saluta una parente, un’amica, una collega e a tutti costoro vanno le nostre condoglianze più sentite». Questo il commento di Enrico Bullian, Giulia Massolino e Massimo Moretuzzo, del Gruppo Consiliare Patto per l’Autonomia-Civica FVG alla notizia della scomparsa di Martina Oppelli, avvenuta oggi in una clinica svizzera.

«Da domani sarà necessario riprendere, con convinzione e responsabilità, un percorso di riflessione su un tema quanto mai urgente qual è il fine vita – proseguono i rappresentanti del gruppo consiliare – attraverso un confronto serio e partecipato, che tenga conto delle esperienze, delle sofferenze e delle richieste di chi vive ogni giorno situazioni di profondo dolore. È necessario che si proceda rapidamente anche in Italia a legiferare su questo tema, come peraltro è avvenuto recentemente anche in Slovenia e Gran Bretagna, oltre che in molti altri paesi europei. Non è un percorso facile, ma è un percorso necessario. Sono molte le persone che aspettano risposte chiare da troppo tempo».

Fine Vita: Cosolini (Pd), Oppelli ha trovato libertà solo all’estero

«Martina Oppelli alla fine ha potuto scegliere autonomamente e quindi liberarsi da una sofferenza indicibile, peccato che questa scelta di libertà non sia stata riconosciuta né a lei ne a tanti altri dalle istituzioni e dalle leggi di questo Paese». Lo afferma il consigliere regionale Roberto Cosolini (Pd) commentando la notizia che Martina Oppelli, la donna triestina affetta da sclerosi multipla da oltre 20 anni, è morta questa mattina in Svizzera, dove ha avuto accesso al suicidio medicalmente assistito.
«Mi chiedo, con un po’ di tristezza, quanto ci vorrà ancora per fare in modo che un diritto fondamentale, riconosciuto anche da una sentenza della Corte costituzionale, non venga più negato per ragioni ideologiche o di brutale opportunismo. Il nostro impegno – conclude – per una legge necessaria, continuerà».

Martina Oppelli: Serracchiani, sue parole pesano come pietre

“La fine di Martina Oppelli in Svizzera è una sconfitta per le nostre istituzioni, l’abbiamo lasciata sola. Le sue ultime parole pacate pesano come pietre e devono riuscire a farsi largo nella coscienza di tutta la politica. Anche di chi non le ha lasciato alternative. La legge ‘che abbia un senso’ come chiede lei è rispetto dell’umanità, dell’individuo e anche di valori spirituali che sono più grandi di noi e che noi non possiamo giudicare”. Così la deputata Debora Serracchiani, appresa la notizia che Martina Oppelli, la donna triestina affetta da sclerosi multipla da oltre 20 anni, è morta questa mattina in Svizzera, dove ha avuto accesso al suicidio medicalmente assistito.

Badin (Avs): decisione di Oppelli obbliga le istituzioni a responsabilità

“Addio a Martina Oppelli, che tanto ha lottato per avere una morte degna nella sua terra ma ha dovuto viaggiare fino alla Svizzera per accedere al suicidio medicalmente assistito. A chi le ha sempre voluto bene va il grande abbraccio di Sinistra Italiana.” sono le parole di Sebastiano Badin, segretario regionale di Sinistra Italiana, alla notizia della decisione di Martina Oppelli di accedere al suicidio medicalmente assistito in una clinica in Svizzera.

“Questo è il tempo della commozione, ma è anche il tempo di ribadire che quella di Martina è stata una lotta di Liberazione combattuta anche per tutte le altre persone che si trovano in situazioni sanitarie estreme e irreversibili. Quella della Oppelli non è stata solo la richiesta di un suicidio assistito, negato da ASUGI, ma è stata la richiesta di vedere riconosciuta la propria dignità e libertà umana, anche nel gesto più estremo. Alleanza Verdi e Sinistra continuerà ad impegnarsi in Regione e in Parlamento affinché l’autodeterminazione della persona umana venga garantita sempre, fino all’ultimo respiro.” conclude Badin.