Morto a Bergamo di coronavirus il giornalista e scrittore 66enne Raffaele Masto. Esperto d’Africa ne avevamo apprezzato preparazione e umanità anche in Friuli

L'incontro con Masto in Friuli nel giugno 2018

Il coronavirus ha portato via anche Raffaele Masto, giornalista e scrittore, morto nel pomeriggio di sabato 28 marzo a Bergamo a soli 66 anni. La notizia è stata data da Radio Popolare, dove Masto lavorava nella redazione esteri: "Ci ha lasciati il nostro collega e amico Raffa", così lo chiamavano tutti. Negli anni era diventato un punto di riferimento per quei giornalisti che viaggiavano e raccontavano, testimoniavano: lui lo aveva fatto con quel continente che ormai conosceva bene, l'Africa.

Masto aveva 66 anni. Nel 1989 aveva iniziato a lavorare come giornalista alla Redazione Esteri dell'emittente milanese. Era anche autore del blog "Buongiorno, Africa" e collaborava con la Rivista Africa che oggi scrive “Per oltre trent’anni ha seguito da vicino guerre, crisi umanitarie, rivoluzioni, svolte democratiche. I maggiori eventi della storia contemporanea. Nei suoi numerosi libri e reportage, nelle sue appassionate conferenze, nel suo seguitissimo blog, ha raccontato i tormenti e le speranze dell’Africa”. Oltre a questo, aggiunge la rivista, “ha denunciato i soprusi del potere, le ingiustizie del sistema economico, gli interessi occulti delle multinazionali, la complicità della classe politica occidentale nei confronti dei più spietati dittatori. Con le sue puntuali corrispondenze dai teatri dei conflitti dimenticati, ha contribuito a squarciare il silenzio dei grandi media – spesso distratti, opportunisti, accecati dagli stereotipi. Lo ha fatto con il suo stile: coniugando ragione e cuore, intelligenza e bontà d’animo, professionalità e passione civile”.

La foto dei relatori

Raffaele era stato in Friuli nel giugno del 2018 per partecipare ad uno degli incontri del ciclo “Parliamo di casa loro: Africa senza stereotipi” organizzato dall’associazione Time For Africa in collaborazione con il Forum Regionale delle Diaspore e la nostra testata rassegna diventata anche corso di formazione dell'Odg del Fvg. In quell'occasione avevamo avuto modo di confrontare le nostre esperienze professionali ed umane cosa che mi fa dire senza alcun dubbio che non solo Raffaele era un professionista di prim'ordine ma che la sua sensibilità e umanità era rara e che la perdita per la cultura e il giornalismo italiano è davvero grande.

“Raffaele è stato tra i più acuti osservatori e lucidi narratori del continente africano”. La Rivista Africa, per la quale scriveva, annuncia così la morte di Raffaele Masto, scomparso a causa del coronavirus. Giornalista di Radio Popolare e scrittore, era nato nel 1953. “Per oltre trent’anni – scrive ancora la Rivista Africa – ha seguito da vicino guerre, crisi umanitarie, rivoluzioni, svolte democratiche. I maggiori eventi della storia contemporanea. Nei suoi numerosi libri e reportage, nelle sue appassionate conferenze, nel suo seguitissimo blog, ha raccontato i tormenti e le speranze dell’Africa”. Oltre a questo, aggiunge la rivista, “ha denunciato i soprusi del potere, le ingiustizie del sistema economico, gli interessi occulti delle multinazionali, la complicità della classe politica occidentale nei confronti dei più spietati dittatori. Con le sue puntuali corrispondenze dai teatri dei conflitti dimenticati, ha contribuito a squarciare il silenzio dei grandi media – spesso distratti, opportunisti, accecati dagli stereotipi. Lo ha fatto con il suo stile: coniugando ragione e cuore, intelligenza e bontà d’animo, professionalità e passione civile”.
Masto aveva lavorato come inviato in Medio Oriente, America Latina e soprattutto in Africa, luogo dove ha preso ispirazione per scrivere molti dei suoi saggi. Oltre che con Radio Popolare collaborava con la rivista Africa dei padri Bianchi di Treviglio che lo ricordano come «cronista militante, ma onesto e scrupoloso». Masto era anche autore del blog «Buongiorno, Africa»  https://www.buongiornoafrica.it/ ed è in pubblicazione nei prossimi mesi per Rosemberg & Seller il volume «Mal d’Africa», scritto a due mani con il giornalista Angelo Ferrari.

Fabio Folisi