Nasce a Udine il corso di tecnico superiore per il settore agroalimentare

L’industria alimentare e bevande del Friuli Venezia Giulia con i suoi 8.290 addetti e le 1.164 imprese, al 31 marzo 2018, rappresenta rispettivamente il 7,5% e il 9,5% del totale dell’industria manifatturiera regionale e pesa per il 7,5% del valore aggiunto manifatturiero regionale. Rispetto al 31 marzo dello scorso anno, gli occupati nell’industria alimentare e bevande in Regione e in Provincia di Udine sono cresciuti dello 0,9%. Dal 2013 al 2018 (rilevazioni al 31 marzo), mentre l’industria regionale dell’alimentare e bevande ha visto aumentare il numero delle imprese del +7,2% (e +9,2% in Provincia di Udine), il manifatturiero ha registrato una perdita del -4% (-3,5% in Provincia di Udine). Le esportazioni di prodotti alimentari del FVG hanno segnato nel 2017, nel confronto con il 2016, un incremento del 5,3%, passando da 589 a 621 milioni di euro. In crescita del 3,6% anche l’export delle bevande. L’intero comparto si posiziona, infine, ben oltre i livelli pre-crisi (621 milioni di euro nel 2017 contro i 503 milioni del 2007). In Provincia di Udine (dove si esporta il 42% del totale regionale), sempre nel 2017, l’incremento delle vendite all’estero è stato maggiore: +15,1% i prodotti alimentari (da 229 a 264 milioni di euro), +7,6% le bevande (da 52 a 56 milioni di euro).
“Tutti dati – conferma Fabrizio Cattelan, vice presidente di Confindustria Udine – che testimoniano, da un lato, la dinamicità del settore, dall’altro, la necessità, per sostenerne la competitività, di considerare centrali le risorse umane. Preparare i nostri giovani al futuro significa offrire loro concrete opportunità di realizzazione professionale e supportare l’evoluzione del nostro sistema produttivo. Per Confindustria Udine questo è uno degli obiettivi chiave. E siamo convinti che debba essere un tema centrale per l’intera società”.
Per questo motivo l’Associazione degli industriali friulani – che ha altresì avviato una ricognizione delle esigenze delle esigenze delle aziende associate sul fronte delle risorse umane da inserire in azienda nei prossimi cinque anni - ha accolto con grande favore la figura del ‘tecnico superiore per il controllo, la valorizzazione ed il marketing delle produzioni agrarie, agroalimentari e agroindustriali’ che la Fondazione ITS - Istituto Tecnico Superiore nuove tecnologie per il Made in Italy - intende formare con l’attivazione a Udine, a partire da ottobre, di un corso biennale. Un nuovo percorso di formazione - nato per espresso interesse manifestato da alcune aziende del settore associate a Confindustria Udine - che al termine del biennio di lezioni rilascerà il Diploma di Tecnico Superiore 5° livello del quadro europeo delle qualifiche EQF.
“L’idea – ha evidenziato al riguardo Cattelan, spalleggiato da Stefano Toppano capogruppo Alimentari e bevande Confindustria Udine – è far decollare per davvero il link scuola-impresa, che passa in primis per una buona alternanza. Del resto, un legame solido con il mondo produttivo è strategico. Negli altri paesi economicamente avanzati è la norma. In Italia siamo, invece, in ritardo. In tale ottica, consideriamo gli Its la punta d’eccellenza dell’istruzione tecnica italiana. Il successo registrato dal MITS Malignani con i corsi dedicati alla meccatronica e al settore legno-arredo è oggettivo. Il MITS, dalla sua istituzione, ha formato circa 300 Tecnici Superiori per l’industria meccanica e per l’industria aeronautica con una percentuale di inserimento lavorativo a 6 mesi pari quasi al 100% ed è attualmente frequentato da circa 160 corsisti non solo per l’industria meccanica ed aeronautica, ma anche arredo/casa. Sulla scorta delle buone pratiche sviluppate sin qui, ora è la volta del comparto agroalimentare”.
L’iniziativa è stata presentata questa mattina a palazzo Torriani nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte, oltre allo stesso vice-presidente Cattelan e al capogruppo Toppano, anche il sindaco di Udine Pietro Fontanini (“E’ importante preparare sul territorio adeguate figure professionali per un settore, quello eno-gastronomico, che ha grandi potenzialità davanti”), il direttore centrale Direzione Risorse agricole forestali ed ittiche della Regione Fvg Francesco Miniussi (“Punto fondamentale è colmare il deficit istruzione e formazione in FVG”), la funzionaria della Direzione centrale Lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili, ricerca e università Elena Paviotti (“La Regione ha destinato 3milioni 400mila euro a supporto dei quattro ITS regionali e a breve farà partire un tavolo di lavoro per avviare un dialogo costruttivo per rendere il sistema degli ITS regionale ancora più competitivo”), il delegato del presidente Gianpietro Benedetti per la Fondazione ITS Gianfranco Marconi (“L’obiettivo degli ITS non è quello di erogare corsi di formazione, ma creare competenze trasversali. Abbiamo peraltro anche la necessità di aumentare i numeri dei ragazzi coinvolti, che devono diventare soggetti attivi della loro formazione”) , il direttore della Fondazione Its Ester Iannis (“Il Mits accetta le sfide che vengono dal territorio, aprendosi anche a nuovi settori produttivi”), il direttore Cefap e referente del Polo agroalimentare Massimo Marino (“Ottima idea lavorare assieme sulla progettualità formativa per accrescere le competenze del territorio”), il dirigente scolastico dell'Istituto Stringher di Udine, Anna Maria Zilli (“Con molto favore abbiamo colto l’indicazione dello Stringher di Udine come sede didattica prescelta per le attività didattiche che prenderanno avvio il 30 ottobre 2018”), il capogruppo Alimentari e bevande Confindustria Udine Stefano Toppano (“Massima disponibilità da parte nostra a collaborare con il MITS e a far crescere i numeri degli ITS”) e il direttore generale di Confindustria Udine, Michele Nencioni (“A breve Confindustria Udine farà partire un progetto di lungo respiro di sensibilizzazione e confronto tra imprenditori e studenti”).
La volontà – ha precisato ancora Ester Iannis, direttore della Fondazione ITS – è quella di creare, con il tecnico superiore per il settore agro-alimentare, una figura multidisciplinare ad oggi non presente sul mercato del lavoro friulano, altamente specializzata, in grado di coniugare competenze commerciali, tecniche e di relazione anche in ambito internazionale.
La formazione in aula e in laboratorio sarà integrata con attività di studio e tirocinio in azienda (è previsto, nel biennio, uno stage curricolare di 690 ore sulle complessive 1850 dell’intero percorso) al fine di costruire una solida e aggiornata preparazione non accademica, a stretto contatto con il mondo delle imprese. L’ammissione al corso avviene a seguito di posizionamento nei primi 25 posti della graduatoria che sarà redatta dopo le prove di selezione (test di ingresso, colloquio motivazionale e analisi del curriculum vitae del candidato) che sono previste nelle giornate del 19 luglio e 18 settembre 2018.

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