Nave Covid fantasma mai arrivata ma l’armatore vuole quasi 250mila euro solidi. Richiesta che potrebbe avere fondamento

Spunta, come era prevedibile,  la richiesta di Grandi Navi Veloci per i lavori di conversione della nave a ospedale galleggiante e probabilmente per il fatto che la motonave Allegra è rimasta ferma nel potrto di Napoli in attesa che da Trieste arrivasse il via all'operazione. In pratica la compagnia Grandi navi veloci ha presentato il conto ad Asugi ed indirettamente alla Regione Fvg, inviando una richiesta di pagamento che l'azienda sanitaria ha rispedito al mittente contestandola perchè non vi sarebbero contratti firmati. In realtà però il braccio di ferro fra l'armatore e l'Asugi potrebbe sfociare in battaglia legale perchè quando non si rispetta un patto verbale non è detto che questo non sia valido. Il codice civile infatti risponde anche per la tutela dei diritti nel caso di promesse non mantenute, anche per quanto riguarda le intese verbali che non trovano riscontro in un documento scritto. Insomma i contratti possono essere anche verbali, poiché il codice civile lascia libere le parti di scegliere la forma preferita per sugellare un accordo, accordo che presuppone un atto scritto solo se richiesto dalla legge. Ed è su questo che si giocherà la querelle. Se dunque, anche gli accordi verbali hanno il loro valore e non è vero che valgono meno di un contratto scritto devono però essere provati e visto che la vicenda era di pubblico dominio quantomeno dell'esistenza di un accordo di massima c'è certezza. In realtà Gnv chiede non il rispetto del contratto ma il semplice rimborso delle spese sostenute per la trasformazione del traghetto a nave ospedale. Da qui la richiesta di soli 246mila euro e non di oltre 4 milioni euro che era il valore dell'accordo per sei mesi.
La questione è delicate perchè appare evidente che quel pasticcio oggi disconosciuto da tutti,  provocherebbe in caso di pagamento anche di un solo euro da parte di Asugi e Regione Fvg conseguenze pesanti perchè si paventerebbe eventualmente il danno erariale. Per ora resta il problema politico di gestione di una vicenda che già dalle prime battute era sembrata fuori logica.