Il “nome” Dacia Arena è mera pubblicità. Il Tar sentenzia

Le scritte Dacia Arena non sono insegne di esercizio ma pura pubblicità. Il Tar Fvg arrivato a sentenza dopo la segnalazione dei consiglieri di Forza Italia, in Consiglio a Udine, il diniego del Comune e il ricorso promosso dall'Udinese calcio.

Vincenzo Tanzi (Fi)

Vincenzo Tanzi (Fi)

Arrivati a questo punto possiamo ritenerci soddisfatti. - esulta il consigliere forzista, Vincenzo Tanzi - Questa è stata una battaglia promossa da noi, e finalmente ci hanno dato ragione".
Il 23 gennaio scorso, infatti, i consiglieri di Forza Italia, Tanzi e Vuerli, avevano denunciato alla Polizia locale e alla stampa la comparsa della scritta Dacia Arena allo stadio, sulla curva nord e Sud, presentando anche una mozione per chiarire i termini sulla disciplina dell’imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni. Non solo: la mozione approvata dal consiglio comunale prevedeva una diffida che Honsell doveva inviare all'Udinese Calcio, intimando l'uso corretto della denominazione, "Stadio Friuli".
"Purtroppo dopo vari solleciti, - continua Tanzi - Honsell non ha mai formalizzato per iscritto e di suo pugno quanto l'aula aveva votato. Grave è anche il fatto che Honsell sulla questione abbia sempre difeso la società, schierandosi e avallando con il suo silenzio un abuso vero e proprio. Per fortuna con l'atto dirigenziale del 14 marzo 2016 del Servizio di Edilizia Privata, che rigettava punto per punto le osservazioni fatte dall’Udinese calcio, veniva ristabilito un principio importante e sacrosanto: le scritte Dacia Arena con tanto di logo della casa automobilistica, non potevano essere installate, poiché il termine insegne di esercizio, sostenuto dalla società di calcio, va a collidere con la normativa in vigore e con l’attività prettamente calcistica che si svolge nello stadio Friuli da parte della società. Non solo, avendole installate prima di ottenere le previste autorizzazioni, è stato commesso un abuso. Politicamente abbiamo sempre sostenuto che quelle scritte non erano conformi al Codice della Strada e al Regolamento Edilizio di Udine. L'atto del dirigente comunale certificava in modo lapalissiano quello che da sempre ripetevamo insistentemente, dandoci ragione. Adesso anche il Tar Fvg ha avallato la nostra tesi: quelle scritte sono pubblicitarie e nulla hanno a che fare con l'attività calcistica svolta dall'Udinese calcio. Questa è una vittoria doppiamente qualificante - conclude Tanzi - sia sul piano politico sia su quello prettamente amministrativo. Non solo: è anche uno smacco al sindaco Honsell e a quei consiglieri comunali di maggioranza che hanno sempre difeso spudoratamente quelle scritte".

 

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