Non solo le Europee, ma con un voto al mese sarà un 2019 ricco di “urne” anche in Fvg

Mondo politico in fermento e non solo relativamente alle politiche più o meno apprezzate del governo giallo-verde. Il 2019 sarà infatti un anno elettorale. Si comincia domani con le elezioni suppletive per eleggere un nuovo deputato a Cagliari dopo le dimissioni dal Parlamento di Andrea Mura, il velista espulso dal Movimento 5 Stelle. Si proseguirà poi, per tutto il 2019, con una serie di appuntamenti elettorali amministrativi che si aggiungeranno alle Europee del 26 maggio e riguarderanno oltre 11 milioni di italiani. In questa tornata amministrativa i primi a essere chiamati alle urne, dopo i cagliaritani, saranno i cittadini dell’Abruzzo, che il 10 febbraio dovranno rinnovare il consiglio regionale. In questo caso sono cinque i candidati in corsa per l’incarico di governatore: Di Stefano per le civiche, Faljani per Casa Pound ai quali si aggiungono i tre maggiormente accreditati per il successo: Sara Marcozzi per il Movimento 5 stelle, Marco Marsilio per il centro destra (che in Abruzzo corre unito FI+Lega) e l’ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini che guida una coalizione ampia di centrosinistra. Pur nella limitatezza del test che ha ovviamente le sue peculiarità territoriali si potrà vedere chi tra Lega e 5Stelle sarà premiato dall’azione di governo, e vedremo anche se una candidatura di qualità come quella di Legnini potrà rendere di nuovo competitivo il centrosinistra dilaniato dalla sua crisi e che sta cercando spasmodicamente di ritrovare una qualche forma di unità che lo possa smarcare dalla stagione disastrosa di governo punita dalle elezioni del 4 marzo 2018. Non ci sarà neppure tempo di esaurire commenti ed analisi che la palla tornerà ai sardi, il 24 febbraio si voterà infatti per le regionali in Sardegna. In questo caso gli aspiranti governatori sono 8 e l’esito è altrettanto incerto anche perchè le peculiarità dell'isola e il suo status autonomo, hanno certamente un peso maggiore che in altre realtà regionali. Piccola pausa e alla fine di marzo verrà rinnovato anche il consiglio regionale della Basilicata, mentre in maggio – insieme alle Europee – sono in programma le regionali del Piemonte. In giugno poi cambieranno sindaci e consigli di circa 4 mila Comuni italiani, tra cui città di peso come Firenze, Bari e Bergamo in Friuli non andrà al voto nessun capoluogo di provincia ma 118 comuni.
Si voterà in un solo comune con popolazione legale superiore a 15.000 abitanti (Porcia) per il quale viene applicato il sistema elettorale maggioritario a doppio turno. In sintesi, i numeri delle elezioni nella regione sono i seguenti: comuni al voto: 118 su 215 comuni del FVG (54,9%). Il 2019 si concluderà quindi con le regionali in Calabria ed Emilia Romagna. Bisogna aggiungere che in tutte le regioni citate le giunte uscenti sono di centrosinistra che se non troverà per tempo ricette valide rischia di inanellare alte sconfitte cocenti.

Lista comuni al voto in Fvg sotto i 15.000 abitanti

Potrebbero interessarti anche...