Numero unico 116117, giusto sfruttare professionalità e sede di Trieste

Che i sindacati lancino allarmi prima che il danno accada, spesso azzeccandoci, è una prassi comune. Questo accade, anche nella sanità pubblica, perché a muovere le critiche sindacali sono i lavoratori e le lavoratrici, che conoscono bene le situazioni e possono prevedere gli scenari futuri.

Nel caso però dell’allarme sul 116117 lanciato da Uil Fpl, Nursind e dal più recente acquisto del trio, la Cisl, questo appare un po’ meno scontato. Lo considerano un buon servizio e un aiuto per la comunità, quindi non ne contestano l’apertura, ma criticano l’ubicazione e l’attuale gestione in capo a Trieste.

A nostro avviso, invece, la collocazione del numero unico nella parte triestina di Asugi ha un suo perché, dal momento che si sta utilizzando una struttura già esistente, l’ex centrale triestina del 118 di via Farneto. Si sta usando, come è giusto che sia in un sistema così complesso e spesso rigido qual è il servizio sanitario regionale, il know how dei colleghi del territorio. Certo, la competenza non è esclusiva di Trieste, ma in questo momento in quella città abbiamo la possibilità di avere entrambi i fattori necessari per partire con una nuova struttura: le competenze e una sede adeguata. C’è un interesse da parte di quegli operatori nel creare al meglio il servizio, spinti come sono dalla volontà di fare qualcosa di positivo per la comunità e per la loro professione. Questo anche a prescindere, in questo momento, da benefici economici che pure bisognerà riconoscere. Lo stesso responsabile del servizio non ha un’indennità aggiuntiva, tutti sono mossi dallo spirito di servizio che spesso dimentichiamo faccia parte dei dipendenti del servizio pubblico.

Quindi credo abbia ragione Riccardi, e che la Fp Cgil si trovi d’accordo con l’assessore non è così frequente. A Trieste, infatti, si sono sviluppate le esperienze necessarie per iniziare questa nuova sperimentazione ed è stata colta l’occasione anche grazie, aggiunge la Fp Cgil, alla disponibilità di professionalità parte di un gruppo di lavoro che si interfaccia giornalmente con il territorio, con i fornitori di programmi informatici e tecnologie, con il personale da formare. Gruppo, lo ricordiamo, di cui fa parte un infermiere distaccato in Arcs per fare da ponte con le altre aziende sanitarie regionali, mettendo così a disposizione di tutto il Ssr le esperienze e le professionalità in campo a Trieste.

Alla Fp Cgil non interessa se il progetto parte da Trieste o da qualsiasi altro territorio; quello che conta è il risultato, che dovrebbe essere misurato in termini di esiti di salute per i residenti del Fvg. Anche questa centrale finirà all’Arcs? Vedremo, potrebbe essere, probabilmente sarà così. Per ora pensiamo a far decollare definitivamente il servizio, apprezziamo gli sforzi di questi professionisti e lasciamoli lavorare in pace: non hanno certo bisogno di leggere sul giornale articoli di sindacati che non danno il giusto peso al loro impegno.

Orietta Olivo Segretaria generale Fp Cgil Trieste