Nuova circolare del Viminale sull’accoglienza migranti. Ma intanto le Prefetture del Fvg si “scordano” di pagare le coop sociali affidatarie dei servizi di assistenza. Lettera al Ministro dal Comitato Paritetico

Ci sono novità per quanto riguarda i migranti nei centri di accoglienza. In una circolare inviata ai prefetti, il Viminale chiede di garantire e monitorare la prosecuzione dell’accoglienza anche a favore” dei migranti “che non hanno più titolo a permanere nei centri”, in considerazione della “preminente esigenza di impedire gli spostamenti sul territorio”.
Nella circolare, il capo Dipartimento libertà civili ed immigrazione del ministero, Michele Di Bari, sottolinea “la necessità di assicurare nelle strutture di accoglienza il rigoroso rispetto delle misure di contenimento” della diffusione del virus previste a livello nazionale per “evitare l’esposizione ai rischi di contagio per i migranti accolti e per gli operatori, nonché di generare situazioni di allarme sociale dovute al mancato rispetto, da parte dei primi, dell’obbligo di rimanere all’interno delle rispettive strutture”. Bene, peccato che fra emettere una circolare e far funzionare i sistema ci siano non pochi ostacoli e il detto “fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare” è tragicamente e non da ogi una realtà con la quale occorre fare i conti. Già i conti, questi non tornano proprio. C'è anzi il forte rischio che l'emergenza metta mediaticamente in ombra questioni importanti, come è forte, forse, la tentazione per chi “di dovere” di non svolgere il proprio dovere con la solerzia necessaria nascondendo la propria inefficienza dietro all'emergenza che diventa così la “foglia di fico” dove nascondere le “vergogne” soprattutto in questi tempi oscuri. Fra le vergogne c'è anche quella evidenziata dal Comitato Paritetico Regionale per la Cooperazione Sociale, struttura di monitoraggio costituita da: Agci-Solidarietà, Federsolidarietà-Confcooperative, Legacoopsociali, Fp-Cgil, Fp-Cisl, Fisascat-Cisl ed Fpl-Uil. Ebbene il Comitato Paritetico pochi giorni fa si è visto costretto a spedire una lettera alle Prefetture di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine e, per conoscenza, al Ministro dell'Interno. Oggetto della missiva i ritardati pagamenti sui servizi di accoglienza richiedenti asilo che rischiano di bloccarsi.
Nella lettera si legge fra l'altro: “spiace dover nuovamente intervenire su una questione già affrontata più volte in passato, come quella dei pagamenti irregolari da parte dei Vostri Uffici alle cooperative sociali ed altri ETS affidatari dei servizi di accoglienza dei richiedenti asilo nel territorio regionale, con particolare riferimento ai C.A.S. ed all'accoglienza diffusa. Come Comitato, nella nostra funzione di Osservatorio sugli appalti, indichiamo come la situazione sia articolata e modalità e tempi di pagamento inspiegabilmente diversificati:
 Prefettura di Gorizia: ultimo mese saldato Agosto 2019; i 6 mesi successivi sono stati pagati parzialmente all'80%;
 Prefettura di Pordenone: ultimo mese saldato Giugno 2018; i mesi successivi, fino al Dicembre 2019, sono stati pagati parzialmente al 70%;
 Prefettura di Trieste: ultimo mese saldato Agosto 2019;
 Prefettura di Udine: ultimo mese saldato Ottobre 2019.
“L'esposizione sopra indicata sfiora, come già accennato, approssimativamente la rilevante cifra di 11 milioni di Euro (complessivi anche degli altri ETS). Un'esposizione enorme, aggravata dalla nota situazione di difficoltà del Terzo Settore di fronte all'“emergenza coronavirus”. Ci pare perfino superfluo dover rammentare a degli uffici rappresentantivi dello Stato che essi si trovano in situazione di patente violazione, sia delle norme di legge, che di quanto disposto dallo Schema di capitolato di appalto predisposto dal Ministero dell'Interno”. “Riteniamo quindi che, sia per onorare la normativa nazionale di cui Codesti Uffici hanno il compito di esemplare rispetto di fronte all'opinione pubblica, oltre che per senso di responsabilità nei confronti delle cooperative sociali e delle/dei loro soci/e lavoratori/rici – a maggior ragione in questo delicato periodo - vadano immediatamente saldate tutte le fatture scadute senza indugio alcuno, non omettendo di integrarle con le relative indennità di mora”.
Che dire, ancora una volta lo Stato che in genere è inflessibile quando deve incassare è inadempiente quando deve pagare. Storia vecchia come l'Italia dell'ultimo ventennio e che oggi alla luce del Covid-19, appare intollerabile. Intollerabile come l'uso della burocrazia cieca e sorda che però diventa comodo velo pietoso da usare da parte della politica,che la burocrazia lascia proliferare, in considerazione anche del fatto che il mondo della politica troppo spesso si riempie la bocca di parole come efficienza, trasparenza, merito e... giustizia per poi franare miseramente nel controllo di tutte queste cose.