Nuova intimidazione alla Flottilla. Attaccate le barche a sud di Creta con 15 droni

La Global Sumud Flotilla è finita di nuovo sotto attacco mentre si trovava al largo della Grecia a sud  di Creta in acque internazionali. A riferirlo sono stati gli stessi organizzatori della missione umanitaria per Gaza, che sui social media hanno pubblicato video a testimonianza di quanto accaduto. Almeno 15 droni hanno sorvolato ogni dieci minuti a bassa quota le imbarcazioni. Poi sono state udite esplosioni.

Gli attivisti hanno pubblicato foto e video dei droni e delle esplosioni, il primo allarme all’1.45 di oggi mercoledì 24 settembre dall’imbarcazione Zefiro. I testimoni hanno parlato di droni e spray urticante e di quattro attacchi con bombe sonore mentre si trovava in acque internazionali a sud di Creta. Alle 3 di notte un altro attacco, che stavolta ha colpito la barca Morgana, sulla quale viaggia Maria Elena Delia, portavoce della Gsf. Qui si parla di un danneggiamento della vela principale. Anche la Taigete è stata attaccata. Non sembra aver subito danni. Secondo gli attivisti sono stati in totale 13 le esplosioni. Che hanno causato «diffuse interruzioni delle comunicazioni e preoccupazione per l’incolumità dei partecipanti».  Non ci sono stati feriti, ma gli attivisti hanno spiegato che si valuteranno pienamente i danni solo alla luce del giorno. «Tutto questo, si legge in una nota della Gsf va ad aggiungersi a una prolungata campagna di intimidazioni e disinformazione di Israele, allo scopo di screditare e mettere in pericolo oltre 500 civili inermi che, a bordo della flottiglia, stanno cercando di consegnare cibo e materiale sanitario a Gaza per contribuire a mettere fine al blocco illegale imposto da Israele». «Esplosioni, droni non identificati e disturbo delle comunicazioni. Stiamo assistendo in prima persona a queste operazioni psicologiche, proprio ora, ma non ci faremo intimidire», hanno aggiunto i partecipanti alla missione. «Il limite cui Israele e i suoi alleati sono disposti a spingersi per prolungare gli orrori della fame e del genocidio a Gaza è disgustosa. Ma la nostra determinazione è più forte che mai», dicono gli attivisti. «Queste tattiche non ci scoraggeranno dalla nostra missione di portare aiuti a Gaza e rompere l’assedio illegale. Ogni tentativo di intimidirci rafforza solo il nostro impegno. Non saremo messi a tacere. Continueremo a navigare», avvertono.

La Sumud Flotilla attualmente conta 51 navi, la maggior parte delle quali si trova al largo dell’isola greca di Creta, cariche di aiuti umanitari per le popolazioni sotto assedio. Era già stata presa di mira in due sospetti attacchi di droni in Tunisia, dove aveva fatto tappa. Israele ha ribadito lunedì che non permetterà alle barche di raggiungere Gaza, così come aveva fatto nei due precedenti tentativi degli attivisti di raggiungere Gaza via mare, a giugno e luglio. Il governo Netanyahu ha invitato la Flotilla a portare il suo carico al porto di Ashkelon e assicurato che le forze israeliane si incaricheranno di portarlo poi a destinazione.