Occupazione in Fvg prevalgono (nascosti nelle pieghe dei dati) i contratti a tempo determinato ed il lavoro “povero”

Reso noto dal Centro Studi Camera di Commercio Pordenone-Udine l’ultimo bollettino Excelsior-Unioncamere, elaborato sul tema occupazione per la regione Fvg. Ebbene con grande equilibrismo per non scontentare il “palazzo” e non raccontare frottole i dati parlano chiaro ma sono “rovesciati” almeno nella diffusione delle tabelle per evidenziare i fattori positivi mettendo in ombra il dato reale. Infatti se si enfatizza che sono 11.650, in luglio, i contratti di assunzione si aggiunge, in maniera furbetta, che sono di durata superiore ad un mese o a tempo indeterminato che sembrerebbero in quantità equivalente. In realtà dalla tabella strategicamente e graficamente posta in coda all’elaborato, la stragrande maggioranza delle assunzioni sono a tempo determinato o da apprendistato, comunque lavoro “povero” se non poverissimo. Questa la suddivisione:
Tempo Determinato (56%), Somministrazione (12%), Collaboratori Co.co (1%), Altri non dipendenti (3%), Apprendistato (4%), a tempo indeterminato (16%)……

Così il dato, che in realtà non è granché positivo, viene raccontato come un grande successo della politica economica regionale sicuri che nessuno (o quasi) avrebbe messo in dubbio la bontà del titolo “Excelsior Fvg: in luglio 11.650 assunzioni, + 6,8% su 2024″. Fatta questa doverosa premessa. possiamo senz’altro veicolare quanto diffuso Camera di commercio di Pordenone-Udine secondo cui una novità di questo mese è che, oltre all’analisi dei fabbisogni occupazionali delle imprese di industria e servizi, i due comparti su cui storicamente Excelsior concentra le sue analisi, sono state rilevate per la prima volta anche le necessità di lavoratori nel settore primario, nel quale le entrate previste a luglio sono 410 (ovviamente, specifica la nota Camerale, non c’è ancora la possibilità di un confronto con periodi precedenti).
Veniamo ai dati:
Al netto dunque del primario, la domanda di lavoro delle imprese di industria e servizi mostra una dinamica tendenziale complessivamente in crescita, con +720 assunzioni programmate (+6,8%) rispetto a luglio 2024 e +2.280 assunzioni rispetto al trimestre luglio-settembre dello scorso anno (+8,3%). A trainare la crescita si confermano i contratti programmati nei servizi, che sono 8.290. A luglio in testa è naturalmente il settore turistico, con 3.040 lavoratori ricercati, seguito dai servizi alle imprese (2.430). L’industria complessivamente ricerca a luglio 2.950 lavoratori, di cui 2.160 nel manifatturiero e 780 nelle costruzioni.

Come accade da oltre un anno, le previsioni di assunzioni del manifatturiero sono in leggero calo: -80 contratti rispetto a un anno fa, cioè -3,6%, e risultano in calo anche nelle costruzioni (-90, -10,3%), «un fatto, quest’ultimo, in controtendenza, dopo alcuni anni in cui si registravano assunzioni in costante crescita – commenta il presidente Cciaa Giovanni Da Pozzo –: nei mesi scorsi avevamo già rilevato un leggero calo e previsto l’andamento in contrazione, dopo questi anni in cui le misure agevolative avevano indubbiamente stimolato l’espansione del comparto. I servizi, invece – aggiunge il presidente – risultano ancora una volta in crescita con +870 contratti, cioè +11,7% soprattutto grazie al turismo, che totalizza un +630 contratti, cioè +26,1%, e servizi alle imprese, con +280 contratti, ossia +13%». Risulta invece in lieve calo il commercio (-30, -2,2%), mentre rimangono stabili i servizi alle persone.

A luglio sono difficili da reperire più di 6mila profili, pari al 52,1% delle figure professionali da inserire in azienda. Tra i profili di più difficile reperimento si segnalano, tra le professioni intellettuali e tecniche, gli analisti e specialisti nella progettazione di app (90,6%) e i tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (76,9%); tra gli impiegati e le professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi si faticano a trovare i professionisti dei servizi sanitari e sociali (74,6%) e gli addetti alla gestione economica, contabile e finanziaria (61,5%). Operai delle macchine automatiche e semiautomatiche (78,6%) e fabbri ferrai costruttori di utensili (74,8%) sono invece tra i profili di più difficile reperimento tra gli operai specializzati, seguiti da meccanici artigianali (74,4%) e fonditori, saldatori e lattonieri (73,4%).
La quota di assunzioni che le imprese prevedono di ricoprire ricorrendo a lavoratori stranieri a luglio è pari al 19% delle entrate complessive, per il 34% del totale le assunzioni interesseranno giovani con meno di 30 anni.

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