OGS e InCE promuovono la cooperazione europea

Nuove opportunità di collaborazione scientifica tra Paesi del centro e dell’Europa sud orientale – questo l’obiettivo della conferenza organizzata oggi dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS e dall’Iniziativa Centro Europea (InCE) nell’ambito delle attività dello European Plate Observing System – EPOS e del progetto enlaRgIng EPOS mEmbership - RISE. La conferenza “Perspectives towards a Central and South-Eastern European Partner Facility for Solid Earth Science” a causa dell’emergenza Covid-19 si è svolta interamente in modalità virtuale e rientra nelle attività di implementazione della “Trieste Declaration on Science”, firmata a Trieste lo scorso 13 dicembre dai ministri InCE responsabili per la scienza e la ricerca. “38 rappresentanti di 11 diversi Paesi hanno partecipato oggi alla conferenza che abbiamo organizzato per approfondire le opportunità di cooperazione nell’ottica di supportare le infrastrutture di ricerca esistenti nel campo delle Scienze della Terra Solida e contribuire alla valutazione della pericolosità e alla mitigazione dei rischi naturali” spiega David Zuliani, ricercatore del Centro di Ricerche Sismologiche di OGS e referente del progetto RISE. Tra i risultati ottenuti c’è infatti il censimento delle infrastrutture europee e la definizione di una strategia per condividere a livello europeo i dati ottenuti dai sistemi di monitoraggio nazionali e transnazionali per le Scienze della Terra solida. “Siamo molto soddisfatti dell’adesione di così tanti Paesi” precisa Stefano Parolai, direttore del Centro di Ricerche Sismologiche di OGS “OGS riveste un ruolo di grande importanza a livello internazionale nell’ambito delle Scienze della Terra, soprattutto per quello che riguarda lo studio dei terremoti, delle eruzioni vulcaniche e dei processi che avvengono a livello superficiale”. “Abbiamo fornito a OGS il nostro sostegno finalizzato a creare una piattaforma transnazionale in grado di coinvolgere ricercatori e funzionari dei ministeri della scienza dei nostri paesi membri” spiega Roberto Antonione, Segretario Generale InCE, “Si tratta quindi di un esempio concreto di diplomazia scientifica, strumento che riteniamo essenziale per perseguire il nostro mandato a favore dell’integrazione europea e dello sviluppo sostenibile”.
A questo incontro ne seguiranno altri due nel 2021 che permetteranno di consolidare la rete di collaborazione transnazionale, anche in vista della costituzione di partenariati internazionali per la partecipazione a progetti di ricerca europei.