Omicidio Regeni, presa di posizione di Fogolâr Civic’: “Il Fvg e Udine chiedano soddisfazione al governo italiano”

Appello del civismo friulano agli Amministratori della Regione e della “Capitâl dal Friûl” dopo le affermazioni del ministro Salvini sul caso del ricercatore friulano impunemente massacrato in Egitto. Il presidente del Fogolâr Civic: “Un'Italia senza onore non può ricomprendere e rappresentare l'universalmente riconosciuta probità dei friulani nel mondo!”.

“Spettabili Amministratori, il civismo friulano che si raccorda attorno al trentennale Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico 'Fogolâr Civic' formula appello ai rappresentanti del popolo del Friuli Venezia Giulia e della capitale del Friuli Storico affinché pretendano soddisfazione, a nome e in onore delle proprie genti, di fronte alle valutazioni espresse dal Ministro dell'Interno italiano, intervistato il 13 scorso dal quotidiano 'Corriere della Sera', rimarcanti priorità nazionali di buon rapporto con la Repubblica Araba d'Egitto sopravanzanti le rivendicazioni di giustizia in ordine all'impunito scempio del corregionale dott. Giulio Regeni, ricercatore friulano massacrato al Cairo in regime di conclamata tirannide. 'Non auro, sed ferro, recuperanda est patria': non con l'oro, ma col ferro si riscatta la patria, avrebbero sbottato i padri aquileiesi! Se il supremo interesse nazionale italiano non ricomprendesse la tutela e il riscatto dei cittadini di questa regione angariati e uccisi in terra straniera, a quale altro Stato friulani e giuliani dovrebbero rivolgersi per avere simili garanzie?”. Questo il testo dell'accorato appello, datato Udine 16 giugno 2018, a firma del prof. Alberto Travain nei panni di Coordinatore Generale del Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, Presidente del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, Dirigente del Coordinamento Euroregionalista Friulano “Europa Aquileiensis” nonché Delegato Presidenziale del Club per l'Unesco di Udine per la formazione civica e la cittadinanza attiva, appello indirizzato “alla cortese attenzione del Presidente e dei Consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia nonché del Sindaco e dei Consiglieri comunali di Udine Capitale del Friuli Storico e Nuova Aquileia” ed avente per specifico oggetto “richiesta civica friulana di soddisfazione al Ministro dell'Interno italiano per certe valutazioni surclassanti le istanze di giustizia relative allo scempio del cittadino corregionale Giulio Regeni in terra d'Egitto”. "Vogliamo ricostruire buoni rapporti con l’Egitto. Io comprendo bene la richiesta di giustizia della famiglia di Giulio Regeni. Ma per noi, per l’Italia, è fondamentale avere buone relazioni con un Paese importante come l’Egitto" risulta aver affermato il vicepremier e ministro italiano Salvini, stando all'intervista di Marco Cremonesi uscita sul numero del 13 giugno 2018 del Corriere della Sera. “Una 'richiesta di giustizia', insomma, che non dovrebbe rompere le scatole e mettere i bastoni tra le ruote ad interessi e diretti interessati in Italia ai rapporti con il Paese dei Faraoni? Che giustizia sarebbe? Se lo Stato italiano e i suoi potenti sono interessati più ai buoni rapporti e agli affari con l'Egitto che all'onore delle genti d'Italia, gli stessi – è evidente – non avrebbero nessun interesse a che dovesse affermarsi una verità facilmente contraria al regime egiziano imperante, riverito interlocutore della Repubblica del Bel Paese. Impostazioni simili, così meschine, come reazione, fanno venir voglia di patriottismo: patriottismo vero, d'orgoglio e d'affetto, non d'affari e politica, quello che manca a certa sedicente destra italica attuale. Non si pretenda che il mondo rispetti la dignità d'Italia se questa è merce, merce di scambio, valore acquistabile. Un'Italia 'stratega' nel Mediterraneo ma senza onore non può ricomprendere, soprattutto, e rappresentare le tradizioni di probità – perfettamente incarnate dal Regeni – delle genti friulane nel mondo, tradizioni universalmente riconosciute e rimontanti all'epos dell'irriducibile Madre Aquileia!”. 

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