Omicidio Tulissi, in Corte d’Appello il pm chiede la conferma della condanna

Come da prassi il pubblico ministero ha chiesto  la conferma della condanna pronunciata già in primo grado nei confronti di Paolo Calligaris, l'imprenditore di Manzano condannato, con rito abbreviato, a 16 anni di reclusione per  l'omicidio volontario della compagna, Tatiana Tulissi, delitto avvenuto nella villa di famiglia nel 2008. La donna era stata freddata con diversi colpi di arma da fuoco. Una vicenda che da anni appassiona da 12 anni i cultori della cronaca nera.  L'udienza si è tenuta nella Corte d'Assise d'Appello di Trieste ed ha visto l'arringa della pubblica accusa dopo che, nelle udienze precedenti, era stato ricostruito come prova anche, con tecniche video audio digitali, perfino il  rumore scoppiettante della marmitta prodotta dal veicolo del figlio di Calligaris, allora minorenne; suono che, secondo la difesa dell'imprenditore, avrebbe potuto essere scambiato per colpi di arma da fuoco. Su questo elemento punta la strategia difensiva di Calligaris, rappresentato dall'avvocato Rino Battoclett, infatti  spostare l'orario della morte di Tatiana grazie a quella prova sarebbe fondamentale per dimostrare la mancata presenza del Calligaris nel momento effettivo dell'omicidio. e pone l'imprenditore lontano dal luogo del delitto nel momento in cui fu consumato, ormai 12 anni fa. Il presunto omicida Calligaris è comunque a piede libero,  nei suoi confronti non è stata applicata alcuna misura cautelare non ritendendo la Procura possa reiterare il reato, inquinare le prove e non vi sarebbe pericolo di fuga. L’uomo si è sempre chiarato innocente. Prossima udienza a fine mese, sentenza forse entro la fine del 2020.