Open Arms: il 12 dicembre udienza preliminare per il processo a Matteo Salvini

Dopo l’autorizzazione a procedere votata dal Senato della Repubblica lo scorso 30 di luglio, oggi il Tribunale di Palermo ci ha informati, in quanto parte lesa, che l’udienza preliminare per il processo a carico dell’ex Ministro degli Interni Matteo Salvini si terrà il giorno 12 dicembre 2020. Questo il testo di una nota della Ong Proactiva Open Arms che come è noto è un'organizzazione non governativa che sovrintende ai diritti umani in mare, ha iniziato i suoi lavori di salvataggio a aesbo (Grecia) nel settembre 2015, dove ha salvato migliaia di persone nel Mar Egeo. Nell'estate 2016 ha ampliato la sua missione nel Mediterraneo centrale, dove ha salvato 15.000 vite a bordo della barca a vela Astral in 4 mesi. Da quando è iniziata la missione nel Mediterraneo centrale, sono state salvate 26.500 persone, 5.000 a bordo dell’Open Arms. Tutto grazie alle donazioni della società civile. Come si ricorderà la nave Open Armr era incappata in una delle azioni di forza dell'allora ministro degli interni Matteo Salvini che è oggi sotto processo. In particolare l’ex ministro è accusato di sequestro di persona e omissione d’atti d’ufficio in relazione ai fatti accaduti nell’agosto del 2019, quando il rimorchiatore, l’Open Arms, dopo aver soccorso 163 persone durante tre diverse operazioni di salvataggio, prima di poter raggiungere un place of safety, fu costretto a rimanere 21 giorni in mare, 7 dei quali di fronte alle coste di Lampedusa. Dopo aver ottenuto la sospensione del divieto di ingresso in acque territoriali con sentenza del Tar del Lazio (14 agosto), fatto sbarcare 28 ragazzi minorenni che viaggiavano soli per disposizione del Tribunale dei Minori di Palermo e richiesto e ottenuto ben 41 evacuazioni mediche, fu il Procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, a disporre lo sbarco immediato delle persone a bordo. Il suo intervento avvenne alla fine di una mattinata in cui in 12 avevano rischiato la vita gettandosi in mare nel tentativo di raggiungere la costa a nuoto. In quei giorni, numerosi furono gli episodi di autolesionismo, di disperazione, le forme gravi di depressione che colpirono i naufraghi, già provati fisicamente e psicologicamente dalla permanenza in Libia e dal viaggio, privati ancora una volta della propria libertà e costretti ad attendere in un limbo infinito, senza riuscire a comprenderne il motivo. "Siamo certi. scrive la Ong, che il processo che si aprirà il 12 dicembre sarà l’occasione per accertare la verità dei fatti e per stabilire eventuali responsabilità di chi all’epoca ricopriva importanti incarichi istituzionali. Quello che ci interessa non è che venga punito un singolo individuo, ma che si stabilisca, una volta per tutte, l’inviolabilità delle Convenzioni internazionali e del Diritto del Mare e che il rispetto dei diritti umani torni a essere riconosciuto come principio imprescindibile del nostro agire democratico. Noi il 12 dicembre, conclude Proactiva, saremo a Palermo e abbiamo dato mandato ai nostri legali per la costituzione di Open Arms quale parte civile nel processo".