Padre Turoldo “voce della sua gente”. Una raccolta di scritti del frate poeta sul terremoto in Friuli

Curata da Lorenzo Cardilli e Marco Roncalli  in libreria un’antologia presenta i testi del religioso e poeta friulano relativi alla tragedia che colpì la sua terra natale, ma anche la rinascita diventata modello per tutta l’Italia. Una tragedia improvvisa che, in meno d’un minuto sembrato un’eternità, la sera del 6 maggio 1976 provocò in Friuli quasi un migliaio di morti e almeno il triplo di feriti, privando decine di migliaia di persone degli affetti, della casa, del lavoro. Un terremoto di proporzioni colossali, al quale seguì un’immediata mobilitazione corale, parzialmente vanificata quando altre scosse – nel settembre dello stesso anno – avrebbero completato la distruzione, annullando parte del lavoro di recupero già fatto. Non impedendo tuttavia la successiva reazione, che avrebbe permesso – in tempi relativamente rapidi – una ricostruzione diventata modello per affrontare simili catastrofi. Una rinascita che segnò una comunità regionale e l’Italia intera, che si dimostrò capace di maturare una visione riuscita poi a generare opportunità di sviluppo per il territorio.
Ci raccontano tutto questo le pagine raccolte sotto il titolo “Dalle macerie la speranza. Scritti sul terremoto del Friuli” (pp. 144, € 14, Scholé-Morcelliana), in libreria da venerdì 8 maggio, che dobbiamo alla penna di uno dei personaggi friulani più famosi del ‘900: padre David Maria Turoldo.
Del celebre religioso “disturbatore delle coscienze” (per usare le parole dell’arcivescovo di Milano cardinal Carlo Maria Martini) vengono qui presentati insieme i più significativi testi dedicati al disastro provocato dall’Orcolàt e alle reazioni della popolazione, che non solo dimostrò un’indubbia capacità organizzativa, ma anche grande dignità e compostezza, cifre ben note dell’identità friulana. Senza dimenticare il contributo di tante realtà che, nel segno della solidarietà, condivisero questa storia con i terremotati, tra cui la Chiesa locale, la cui risposta – premessa della rinascita – fu “Prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese”.
L’antologia turoldiana, introdotta da un denso saggio firmato dall’italianista Lorenzo Cardilli e dal saggista Marco Roncalli, con una presentazione di Daniele Parussini, Presidente del Centro Studi Turoldo, giunge in libreria proprio mentre a Gemona, a nord di Udine – luogo simbolo dove la terrà tremò con più veemenza – hanno preso avvio le iniziative del 50°Anniversario.
Dietro le cronache legate all’evento, in filigrana, traspare anche la “svolta” nei rapporti fra padre David e la sua terra natale, palesata da un ritorno che lo vide farsi voce del suo popolo chiamato a reagire alla distruzione.
Anche negli anni successivi – ricorda Marco Roncalli in apertura della raccolta – Turoldo avrebbe continuato a celebrare non solo la resurrezione del Friuli (con versi come “E pure i morti di notte lavoreranno con silenziose cazzuole”), ma pure a leggervi una sorta di magistero etico per il Paese (“E la ricostruzione, almeno morale, dell’Italia, non potrebbe ricominciare proprio dal Friuli?”).
Di grande interesse l’analisi critica di tutti i testi recuperati offerta da Lorenzo Cardilli, che si concentra sui topoi turoldiani, lo stile pastorale, i caratteri linguistico-retorici, l’uso di argomentazioni cariche di pathos e immagini bibliche. Si staglia nitido il profilo del frate intellettuale e del poeta e persino – al pari dell’amico Pasolini, mancato l’anno prima – dello scrittore “corsaro”, dove si riconoscono i tratti di un “mediatore che tratta col potere, al limite anche quello divino, dando voce ai deboli e ai subalterni senza cancellarne le specificità o ridurne l’esperienza a modelli diversi e imposti dall’esterno”.

L’autore

DAVID MARIA TUROLDO (Coderno di Sedegliano 1916 – Milano 1992), friulano e legato alla sua terra, entrò giovanissimo tra i Servi di Maria e fu partigiano nella Resistenza. Punto di riferimento nel dopoguerra, spese la sua voce nella fedeltà al Vangelo e agli ultimi. A Sotto il Monte, paese natale di Giovanni XXIII in cui scelse di abitare dalla metà degli anni ’60, attraverso il “Centro Studi Ecumenici” e la “Casa di Emmaus” trasformò il Priorato di S. Egidio in un portofranco per cercatori di Dio. Nel catalogo Morcelliana ricordiamo le monografie di Mariangela Maraviglia, “David Maria Turoldo. La vita, la testimonianza (1916-1992)” e di Daniela Saresella, “David M. Turoldo, Camillo De Piaz e la Corsia dei Servi di Milano (1943-1963)”.

I curatori

LORENZO CARDILLI è professore associato di Letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi di Udine. Ha al suo attivo molte pubblicazioni accademiche e didattiche. I suoi lavori più recenti vertono su Zanzotto, Contini, Ripellino e autori del Novecento.

MARCO RONCALLI, saggista, è autore di una trentina di volumi (molti tradotti in diverse lingue) in particolare sulla storia della Chiesa e la cultura del Novecento. A Turoldo ha già dedicato la cura di carteggi e contributi in volumi a più voci.