Palazzo Belgrado chiude i battenti, ultima seduta del Consiglio Provinciale. Sabato prossimo poi l’addio ufficiale che sancisce la fine di una era iniziata nel 1806

Che sia cosa buona o meno, che la pensiate un un modo o nell'altro, fa una certa impressione che oggi si sia messa la parola fine su un Ente elettivo democratico sostituito dalle asettiche Uti, 18 mini enti territoriali che solo forse renderanno più efficiente l'amministrazione pubblica, se il buongiorno si vede dal mattino, ad oggi non è stato così. Di certo l'idea della nomina e non elezione dei rappresentanti territoriali non è certo un progresso democratico. Ma la scelta è stata fatta dalla Regione by Serracchiani anche se per motivazioni non tutte convincenti alcune delle quali di natura nazionale. Tornando ad oggi nell'ultima seduta a palazzo Belgrado è stata ratificata una variazione al documento contabile 2018-2010, approvati debiti fuori bilancio e le modifiche allo statuto della Fondazione Teatro Giovanni da Udine. In chiusura di seduta, gli interventi di saluto da parte di capigruppo e consiglieri
Ad aprire l’assemblea, come consuetudine, è stato il presidente del Consiglio che, prima di dare inizio ai lavori, ha commemorato la figura del presidente dell’Associazione Partigiani Osoppo Cesare Marzona scomparso domenica 15 aprile. Quindi i consiglieri sono stati chiamati a ratificare una variazione al bilancio di previsione 2018-2020, punto che è stato approvato con 19 voti favorevoli, 2 astenuti e 7 voti contrari. La manovra contabile è stata illustrata dal presidente della Provincia e riguarda storni di spesa per complessivi 153 mila 831 euro e minori entrate per 281 mila 168 euro. Nella variazione sono inclusi anche i fondi a copertura di debiti fuori bilancio derivanti da sentenze e/o conciliazione giudiziale sottoposti all’approvazione del consiglio e relativi al pagamento delle spese legali per alcune cause che hanno visto la Provincia di Udine soccombente come a esempio il ricorso al Tar Fvg contro il commissario ad acta inviato dalla Regione per la definizione del piano di subentro in materia di edilizia scolastica o ancora contenziosi in materia di lavoro. In quest’ultima variazione, inoltre, la Provincia di Udine ha inserito il contributo pari a 20 mila euro per la prosecuzione dell’attività dello sportello d’ascolto “Sos Antimobbing”.
Approvate all’unanimità le modifiche allo statuto della Fondazione Teatro Giovanni da Udine illustrate dall’assessore provinciale alle partecipate. Nella sostanza, lo statuto recepisce la chiusura della Provincia di Udine (socio fondatore della Fondazione) e anche la volontà auspicata dallo stesso ente di mantenere la proprietà in loco: le quote della Provincia di Udine (pari a 7,95%), infatti, passeranno al Comune di Udine. Viene dunque a cessare l’assemblea dei soci, il cda sarà composto da 5 membri: 3 in rappresentanza del Comune (compreso il Presidente) e due per la Regione (compreso il Vicepresidente).
Gli interventi di saluto e di bilancio di questo particolare mandato amministrativo, l’ultimo nella storia della Provincia di Udine, hanno interessato la parte finale della seduta. Il primo a prendere la parola è stato il presidente del Consiglio provinciale che ha tracciato un bilancio del quinquennio 2013/2018 caratterizzato prevalentemente dal dibattito sulla riforma degli enti locali avviato, in seno alla Provincia di Udine, dal consiglio aperto che si è svolto nel mese di ottobre 2014, due mesi prima dell’approvazione della legge regionale 26 che ha istituito le Uti e abolito le Province. Il presidente ha posto enfasi sul lavoro del Consiglio provinciale ricordandolo sedute, commissioni, riunioni dei capigruppo ma, in particolare, il ruolo dell’assemblea quale luogo fondamentale di espressione della volontà dei cittadini ed esempio di rappresentazione diretta della  volontà dei friulani e dei loro territori che ha dialogato su questioni fondamentali, sempre orientato al bene delle comunità. Ha chiuso esprimendo forti perplessità sul peso che il Friuli ricoprirà nel contesto istituzionale profondamente modificato dalla tanto contestata riforma degli enti locali. Interventi a consuntivo anche da parte di alcuni esponenti del Pd che hanno evidenziato gli argomenti di maggior scontro e dibattito in questi cinque anni di attività amministrativa nonché messo in luce i diversi orientamenti nella gestione della Provincia in relazione al ruolo di ente di riferimento del Friuli. Anche da parte degli esponenti del Gruppo Misto alcune considerazioni a fine mandato: note amare sullo svuotamento di funzioni della Provincia che, nella fase di transizione del processo di riforma, poteva fungere da sostegno alle Uti mentre il cambiamento è stato troppo veloce non senza problemi sul territorio che è stato poco ascoltato. Proprio sulle difficoltà riscontrate dalle Uti nel passaggio di funzioni ma anche sulle carenze operative in materie importanti come scuole e viabilità, due competenze della Provincia transitate rispettivamente a Uti e Fvg Strade, sull’apparato amministrativo regionale sovradimensionato rispetto a quello degli enti territoriali, si è incentrato il discorso di saluto del capogruppo di Forza Italia. Per il futuro amministrativo di questo territorio il capogruppo della Lega Nord ha auspicato un maggiore dialogo affinché le scelte siano frutto di un percorso di confronto e non calate dell’alto. In tutti gli interventi i ringraziamenti al personale della Provincia, ai dipendenti transitati in Regione o nelle Uti, a tutto il Consiglio, alla Giunta, al segretario generale Domenico Ricci e un affettuoso ricordo nei confronti della consigliera Carmen Galdi.
Ma la chiusra avrà un prologo, infatti . Sabato prossimo 21 aprile alle 11 nel salone del consiglio provinciale si terrà la cerimonia di chiusura, insomma un taglio del nastro alla rovescia con cui la Provincia di Udine conclude la sua storia dopo essere stata per oltre 200 anni l’Ente di riferimento per il Friuli. La chiusura come è noto è determinata dalla legge regionale 26/2014 che in Fvg, unica regione in Italia, ha abolito le Province sostituendole con 18 Uti.  Inutile dire che nel corso degli anni la Provincia, ha avuto importanti riflessi per lo sviluppo dell’economia locale, la difesa dell’identità friulana oltre che per l’attività svolta in alcune materie specifiche (edilizia scolastica, viabilità, ambiente, lavoro).  Sarà lo storico Gianfranco Ellero, dopo gli interventi dei vertici dell’Ente, a ripercorrere i momenti salienti della storia della Provincia di Udine che, oltre alle sue funzioni istituzionali, ha anche assunto funzioni regionali prima che fosse istituita la Regione come l’investitura dell’acqua del Ledra da parte di Massimiliano d’Austria nel 1858, che precede la costituzione del consorzio per la canalizzazione. E ancora, l’incarico dato a Giovan Battista Cavalcaselle per l’inventariazione della pittura friulana del Rinascimento; la decisiva perorazione, nel 1866, per la creazione dell’Istituto tecnico “Antonio Zanon”; e, in tempi più recenti, le iniziative internazionali per accordi con Carinzia e Slovenia; il ruolo importante assunto nelle fasi preparatorie dell’Università di Udine, il sostegno al centro internazionale di Scienze meccaniche.

Potrebbero interessarti anche...