Partita di basket con biglietti “esuberanti”

Partita al Benedetti di mercoledì scorso: venduti più biglietti dei posti disponibili; gli organizzatori cercano di convincere la Questura ad ampliare la capienza consentita, ed è no secco. Il sindaco Honsell, forse per eccessivo amore dello sport, autorizza ed è querelle con il Prefetto.

Parole grosse sarebbero volate tra sindaco e prefetto. Questo si mormora lungo i corridoi di via Piave.
Questa mattina, infatti, pare che una “bacchettata” sia arrivata sulle mani del primo cittadino, Furio Honsell e a infliggerla sia stato proprio l’emissario del Ministero dell’Interno, Vittorio Zappalorto.
Il motivo è più che valido e la gravità, probabilmente, ci sta tutta. Con un’ordinanza emessa dal sindaco poco prima dell’incontro di pallacanestro tra Apu Gsa Udine e Comark Bergamo, partita attesissima al Palazzetto Benedetti di via Marangoni perché decisiva per l’accesso alle finali dei Play Off (Final Four) di serie B, il Comune ha modificato l’agibilità della struttura allo scopo di favorire maggiore afflusso di pubblico. In parole povere, per l’occasione si è passati da un limite massimo di 500 persone, a quello di 750.
Si poteva fare?
Forse no, probabilmente no, qualcuno ci dice: certamente no!
Tali modifiche infatti, sarebbero possibili soltanto previa perizia tecnica, collaudi, aumento delle uscite e degli impianti di sicurezza, degli estintori e relativo nulla osta dei vigili del fuoco.
Insomma: non è che, all’ultimo momento e a capriccio, si possa far entrare in luogo pubblico più persone di quante la legge ne preveda! In caso di incidente, infatti, colui che si è assunto la responsabilità, in questo caso il sindaco, finirebbe in guai grossi e penalmente rilevanti. Fermo restando che potrebbe, comunque, essere denunciato.
Accontentare sportivi e tifosi è una legittima aspirazione ma per Honsell sembra una vera missione; attenzione però, ai pessimi consiglieri.

L’accaduto.

Ripercorriamo, a sommi capi, l’intera vicenda. Ve la raccontiamo così, come una storiella da dopocena, stando alle indiscrezioni e cercando di smorzarne la drammaticità visto che, fortunatamente, nessun si è fatto male sul serio.
In vista della fatidica sfida, pare che la società Apu si fosse trovata, comprensibilmente, in fermento. Si presentava, infatti, un’occasione con i fiocchi non soltanto per svettare nella classifica, ma anche per vendere biglietti a go go.
E così si dice sia accaduto.
Anzi, se ne dicono di peggio: pare, infatti, che siano stati venduti più biglietti dei posti consentiti. Un migliaio, mormora qualcuno, a fronte di un impianto sportivo nato per 500 persone.
Guai a mettere, furbescamente, il carro davanti ai buoi!
Come rimediare? Semplice, come qualcuno già fece: aumentando la capienza del palazzetto. E così, su suggerimento di qualche genio, è stata chiesta la “cortesia” al Questore di Udine, Claudio Cracovia che, forse allibito, ha risposto perentoriamente più o meno così: “Neanche per sogno!”.
A questo punto molte orecchie si sono drizzate. Per farla breve, si mormora che la società dei cestisti, non soddisfatta, abbia inviato il suo “magna pars”, equipaggiato di due legali, nuovamente davanti al Questore e più o meno metaforicamente abbia sbattuto i pugni sul tavolo per ottenere il consenso al suo capriccione. In caso contrario, avrebbe ritirato la squadra dal campionato. Ma il “magna” ha sottovalutato Cracovia, uscendo dalla Questura con le pive nel sacco.
Ma ecco che in barba alle autorità massime, l’Apu si è rivolta al sindaco di Udine (probabilmente senza raccontare tutti gli antefatti) che, forse ingenuamente e sottovalutando la gravità dell’atto che stava per compiere, ha consentito alla deroga firmando l’ordinanza.
Ma se un vetro nasce difettoso, il vaso si rompe inevitabilmente.
Cracovia, infatti, venuto a conoscenza di tale “insubordinazione” si dice abbia fatto valere tutta la sua autorità inviando, il giorno dell’incontro, più poliziotti che pubblico. Insomma, per dirla con una metafora, sarebbe bastato uno sputo per terra, per far scatenare l’inferno, facendo passare a tutti un bel guaio.
Ed è così che sembra giustificarsi l’incredibile disagio subito da centinaia di persone che, biglietto alla mano, si sono viste chiuse in faccia le porte del palazzetto. Costrette a vedersi la partita su un “mega schermo” allestito all’esterno del Benedetti. Una scelta che, all’ultimo momento, è stata fatta, sembra, temendo le conseguenze minacciate dal Questore.
Insomma, una gran bella figura, specie davanti ai tifosi arrivati dalla Lombardia.
Di fronte a tali circostanza, infine, non poteva restare impassibile il Prefetto che, anch’egli responsabile della sicurezza, ha dovuto, sempre stando al vociare da pianerottolo, infliggere al sindaco una lavata di testa.
Questa è la vicenda stando alle indiscrezioni.
Ma cosa risponde Furio Honsell?
«No comment».

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