Partito il conto alla rovescia per le manifestazioni contro lo svolgimento della partita Italia Israele. L’invito è quello di disertare lo stadio

Lo slogan resta sempre lo stesso “Uno stadio vuoto” anche perché la tregua non può e non deve cancellare quello che è stato. In sostanza anche se è cambiato lo scenario, a pochi giorni dalla sfida Italia-Israele gara di qualificazione mondiale, vengono confermate le iniziative di protesta contro la situazione a Gaza e in Cisgiordania ed il fatto che la squadra israeliana partecipi alla competizione calcistica e il suo inno nazionale da paese in guerra, possa risuonare allo stadio di Udine. Nel corso di un incontro promosso dal comitato “Stadio vuoto”  è stato confermato dai relatori  Andrea Sandra,  Garante per i diritti dei detenuti e dal suo predecessore Franco Corleone, l’appello a disertare lo stadio lanciato già due settimane raccolto da oltre 500 persone che hanno firmato l’appello. Nel confermare l’iniziativa di protesta che come è noto sfocerà nella prevista manifestazione cittadina in concomitanza con la partita è stato ricordato sono  pochi i biglietti venduti finora, circa 5 mila ma che, voci non ancora confermate, raccontano di attività promozionali sospette con l’emissioni di biglietti omaggio agli studenti per rimpinguare gli spalti che rischiano di apparire desolatamente vuoti.   Fosse vero sarebbe atto gravissimo perché, se in qualche modo si può giustificare da ragioni di “classifica” la partita, cercar e di boicottare il boicottaggio sarebbe atto grave. Non si farà invece l’annunciato concerto pensato come alternativa alla gara aveva già avuto diverse adesioni di artisti locali e nazionali nonché l’appoggio della società di organizzazione eventi  “Euritmica”.  I motivi dell’annullamento dell’iniziativa è di tipo organizzativo e burocratico nonché di sicurezza. Ma è stato aggiunto riteniamo non un annullamento ma un rinvio magari in occasione del corteo della pace in programma a dicembre. Vale la pena ricordare che il corteo  si svilupperà martedì 14 ottobre alle 16.30 tra piazza della Repubblica e piazza Primo Maggio dove sono previste oltre 10 mila persone con l’arrivo di numerosi pulman da fuori provincia e regione. La prefettura ha emesso un’ordinanza che introduce misure stringenti in materia di sicurezza e limitazioni alla viabilità. Vietati la vendita, la somministrazione e il consumo di alimenti e bevande in contenitori di vetro, ceramica o lattina, sia all’interno che all’esterno di bar, chioschi, distributori automatici e pizzerie al taglio o kebab. Unica eccezione: i ristoranti con il servizio al tavolo. Scatterà anche l’obbligo di rimuovere gli arredi dei dehors. Insomma Udine si prepara ad una giornata ad alta tensione che speriamo non veda l’azione magari di pochi scalmanati in cerca di guai.