Passeggiata collettiva – “no” alla riapertura del traffico, senza auto ci guadagnano tutti

"Ritroviamoci tutte e tutti martedì 31 Luglio alle 1800 in Piazzetta S.Cristoforo per una passeggiata collettiva lungo le vie interessate dalla riapertura del traffico con le nostre biciclette, i nostri passeggini, i nostri monopattini, le nostre scarpe, e facciamo sentire la nostra voce! Si apre così l'appello lanciato tramite i social dalla Fiap l’Associazione dei cittadini di Udine e dintorni che usano abitualmente la bici per gli spostamenti quotidiani e per il tempo libero, ma anche di coloro che la utilizzano solo saltuariamente per una scampagnata con gli amici nel verde!" L'associazione che ha lanciato l'iniziativa è la stessa che ha promosso  anche una petizione che si può firmare dal loro sito  www.abicitudine.it   chiede che la giunta comunale receda dall'intento di aprire al traffico automobilistico il centr di Udine. Si legge in una nota: “La nuova giunta comunale di Udine, su impulso di una minoranza di commercianti, ha deciso di riaprire via Mercatovecchio e alcune strade adiacenti al traffico privato motorizzato a partire dal 1° agosto, “per un periodo sperimentale di sei mesi“.
È una decisione che accontenta un piccolo numero di commercianti che ancora non si rendono conto che un centro storico ciclo-pedonale fa rivivere il commercio e le attività economiche.
Come è possibile ignorare che le vie più vivaci ed attraenti della nostra città sono proprio quelle pedonali? È una decisione aberrante, perché, se di declino del commercio in centro storico si può parlare, le causa non è certo riconducibile alle attuali (blande e spesso ignorate) restrizioni al traffico.
È una decisione che penalizza tutto il resto della popolazione e una serie di istanze e principi che a nostro parere meritano invece rispetto. È una decisione pericolosa per la salute pubblica, perché riaprire alle auto significa portare ovunque rumore, inquinamento chimico e acustico, rischio di incidenti.
È una decisione anti-storica e che copre di ridicolo la nostra città: tutti i centri storici d’Europa (da Amsterdam a Palermo) fanno a gara nell’ampliare le zone libere dal traffico, mentre Udine vuole tornare indietro. È una decisione anti-economica, perché allontana dal nostro centro storico non soltanto i residenti, ma anche i turisti, che ora frequentano caffè e ristoranti. È una decisione che condanna la città ad un rapido e inesorabile declino, che si ripercuoterà anche su quelle categorie che ora la difendono”.

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