Passo indietro di Callari sulla Centrale Unica di Committenza. Nessun obbligo di adesione per i Comuni.

I Comuni del Friuli-Venezia Giulia non saranno più obbligati ad aderire alle gare centralizzate per l’acquisizione di beni e servizi gestiti dalla Centrale Unica di Committenza. La misura, che lascia alle amministrazioni la libertà di provvedere alle proprie necessità con altre procedure, illustrata oggi (28 maggio, ndr) dall’assessore Callari, è contenuta nel disegno di legge omnibus all’esame della I Commissione consiliare. Una novità che ha il sapore della vittoria per il Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia, che, per primo, ha denunciato le forti criticità della CUC.
«La Giunta si è finalmente ravveduta sul vincolo legato alla centralizzazione degli appalti pubblici, non senza aver messo in grandissima difficoltà il sistema degli enti locali e delle piccole e medie imprese regionali, come ha riconosciuto oggi anche l’assessore Callari – afferma il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo –. La Giunta dapprima ha negato ogni criticità, per poi ritrattare parzialmente dicendo che la situazione sarebbe migliorata grazie ai correttivi introdotti, quindi ha espresso grandi soddisfazioni per i risultati ottenuti grazie alla CUC in termini di risparmio economico e, infine, la marcia indietro. Rimane il dato pesantemente negativo per le gare già assegnate – conclude Moretuzzo –, alcune delle quali hanno avuto come esito l’affidamento dei servizi a grandi operatori economici con sede fuori regione, comportando una perdita di lavoro per le piccole e medie imprese locali e alcuni casi di forte aggravio di costi rispetto agli anni precedenti per gli enti locali».