Pd frutto di fusione fredda ora è scissione esplosiva

 

La scissione del Pd data per probabile se non per certa, anche se non dovesse concretizzarsi con lo sbatter di porte, in realtà c'è già da tempo. Non si hanno dati precisi, ma migliaia di iscritti se ne sono andati, per non parlare del fatto che la scissione è nella testa di molti che, pur ancor iscritti, si sono disimpegnati. Poi c’è il gruppo dirigente ormai fuori controllo. Anche se si dovesse trovare in extremis un modo di far coabitare le varie anime, sarebbe come dare vita alla classica storia dei separati in casa, magari quelli che lo fanno per il bene della prole, ma che covano odio e non perdono occasione per rimarcare gli errori dell'altro, per farsi lo sgambetto e poi, a figli cresciuti, scannarsi nella divisione dei beni. Questo è il semplice effetto del fatto che il Pd è un partito nato male e cresciuto peggio, perchè le sue anime avevano una incompatibilità di carattere, una doveva necessariamente prevalere sull'altra e così è stato. Renzi è stato il detonatore, ma l'esplosivo era già lì pronto a deflagrare, collocato nel partito quando Renzi aveva i calzoni corti e frequentava Mike Bongiorno.

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