Il PD FVG perde pezzi. Il “volto” della Carnia Dem Enzo Marsilio lascia il partito in polemica con la scelta di candidare Tommaso Cerno

In Carnia nel PD c'è chi giura vendetta, la decisone di candidare l'ormai ex direttore di Repubblica e prima del Messaggero Veneto Tommaso Cerno non è facilmente digeribile ed in particolare in Carnia la situazione rischia di deflagrare come una pentola a pressione guasta. Nelle scorse ore il disagio era percepibile parlando con molti esponenti ed elettori PD. Poi ieri sera la svolta con l'annuncio di Enzo Marsilio, il volto del PD in Carnia e più in generale nell'Alto Friuli, di  sbattere la porta annunciando di lasciare i Dem in aperta polemica con la scelta di Matteo Renzi di candidare Tommaso Cerno in Fvg. «La scelta della direzione nazionale - ha spiegato in una nota Marsilio - di assegnare il ruolo di capolista al Senato a Cerno si configura come una pugnalata alla schiena di quanti, in questi anni, hanno lavorato per fare crescere il PD, svilire queste persone candidando un soggetto che non soltanto non ha fatto mai niente per il PD, ma si è particolarmente distinta nel colpire la sua classe dirigente diventa inaccettabile. Comunico la mia dimissione da iscritto del PD, con conseguente restituzione della tessera d'iscrizione al segretario di circolo di Sutrio, cui seguiranno le dimissioni dal gruppo consiliare dem».
La notizia è stata accolta all'interno del PD regionale non certo con sorpresa dato che Marsilio aveva espresso spesso livelli di autonomia poco graditi anche alla dirigenza regionale. Così al di là della realtà, in serata, la segretaria regionale PD Antonella Grim ha emesso un comunicato di “maniera”: “Quando qualcuno che appartiene alla nostra comunità politica da tanti anni decide di cambiare strada non è mai un buona notizia. Non posso condividere, dal punto di vista politico, la decisione di Enzo Marsilio, cui chiedo però un’ulteriore riflessione”. Afferma ancora Grim: “comprendo il disagio personale dei Enzo Marsilio e mi rammarico per questa sua decisione, ma non capisco la correlazione tra la critica ad alcune scelte assunte a livello nazionale e la conseguente fuoriuscita dal gruppo consiliare di cui ha fatto parte per tutti questi anni, condividendo importanti scelte per la regione, soprattutto per il territorio montano”. “Le liste del PD – osserva Grim - sono sempre state plurali e hanno sempre ospitato personalità esterne. Questo non può essere un motivo dirimente per decidere di abbandonare un partito per chi ha contribuito a farlo nascere e a farlo diventare così radicato sul territorio”.
Fin qui nulla di inaspettato, non è certo la prima volta che , a torto o ragione, esponenti politici lasciano il giorno dopo la comunicazione delle candidature.   Ma in questo caso non è un segnale da sottovalutare perchè sottotraccia c'è un malessere profondo, la scelta di Masilio   ex assessore alla Montagna della giunta Illy, rende palesi i forti mal di pancia generati dalle scelte di via del Nazzareno e priam ancora da una gestione in stile renziano del PD in Fvg, basti pensare a Franco Iacop, penalizzato non poco dall’arrivo imprevisto di Tommaso Cerno che priam è stao rassicurato e lusingato per poi essere lasciato in mezzo al guado.
Con la scelta di Marsilio che, che rendo più che palesi i malesseri, si potrebbe aprire una fiumana.  Lui comunque,  dopo la sua uscita dal PD,    prende anche la via del Gruppo misto per gli ultimi mesi di legislatura. Sul suo futuro si apre una sorta di toto scommessa, di certo  non è  tipo di abbandonare la ribalta politica  soprattutto quella sotto le insegne della montagna, del resto lui  l'ha sempre affermato "viene prima la fedeltà alla Carnia che al partito" ed oggi l'ha dimostrato, con tutti i dubbi del caso.