Pd sull’annunciata riforma Fvg sugli Enti locali: Shaurli, “non-riforma” che non risolve problemi

“La riforma degli Enti Locali ha vertici di furbizia nella narrazione ancor più spiccati della sedicente 'riforma' della sanità. Infatti è davvero coraggiosa fantasia definire riforma le Unioni di Comuni, perché questo e nient’altro sono le Comunità proposte, già previste dalla Legge Iacop del 2006 e successivamente da Del Rio. Definire riforma la riproposizione delle Comunità Montane, pare 5, e delle future Province, pare 4, è nascondere l’assoluta mancanza di scelte con un ritorno al passato che pare prevedere 5 livelli di Enti diversi in una Regione di 1,2 milioni di abitanti. E questo senza minimamente risolvere i problemi che i nostri sindaci affrontano quotidianamente: né personale, né risorse, né servizi migliori per i nostri cittadini”. Lo afferma il segretario regionale del Pd Fvg Cristiano Shaurli commentando le linee generali del ddl sulle forme associative comunali presentato ieri al Consiglio delle Autonomie (Cal) dall'assessore alle Autonomie locali del Fvg, Pierpaolo Roberti.

La riforma degli Enti locali, per il segretario del Pd provinciale di Udine Roberto Pascolat “è incredibile come assomigli ai parcheggi di via Aquileia inventati dal sindaco di Udine: un mostro. Si intravede un caos istituzionale, costituzionale e amministrativo che rischia di bloccare una regione già indietro rispetto alle migliori del Nord”.

Per Pascolat “giusta era la strada imboccata dal centrosinistra: abolizione delle provincie e protagonismo dei comuni in forma associata per gestire le questioni di area vasta, in montagna e in pianura. Qui invece si annunciano 4 livelli diversi di enti in conflitto tra loro, territori in concorrenza con gli altri, provincie elettive preannunciate che non si possono fare perché ciò imporrebbe una modifica dello statuto con legge costituzionale in consiglio, funambolici trasferimenti di personale da un ente all’altro”.