Pecunia non olet, la laguna si. Nonostante tanti soldi pubblici spesi, il depuratore di Lignano è fonte di puzza e liquami? La replica del Cafc

Pecunia non olet (i soldi non puzzano) la laguna si, potremmo sintetizzare così, con la locuzione latina che la tradizione vuole attribuita da Svetonio all’imperatore Vespasiano ( il nome in questo caso è più che appropriato), quanto per l'ennesima volta dobbiamo raccontare in merito al depuratore di Lignano Sabbiadoro. Più volte l'abbiamo spiegato essere un impianto miracoloso, non certo per la tecnica visti i rimaneggiamenenti maldestri  e non organici cui è stato sottoposto, ma per la sua capacità di depurare, almeno sulla carta bollata, anche quando è fermo. Ma oggi, forse, un pezzo dell'arcano è svelato, le foto scattate questa mattina e diffuse dal consigliere regionale pentastellato Cristian Sergo raccontano con “torbida” chiarezza di sversamenti in laguna pur in assenza di pioggia da settimane, così anche le certezze incrollabili dei fautori del "va tutto ben" potrebbero o meglio dovrebbero, essere messe in discussione.  Peccato che l'attuale tecnica informatica  non ci consenta di far sentire al lettore la puzza nauseabonda emanata da quella feccia liquamosa che galleggia in laguna in prossimità del depuratore e che varie testimonianze confermano essere di origine fecale Non serve essere plurispecializzati tecnici dell'Arpa per riconosce la cacca,  basta guardare nel water prima di tirare lo sciacquone. Comunque vi bastino foto e parola, perchè anche se ormai il negare l'evidenza sembra sport nazionale, alla fine certe verità non si possono nascondere in eterno. Si chiede in una nota il consigliere Sergo che in tanti cercano di far passare per un incompetente visionario che caparbiamente insiste nella sua battaglia ambientalista: “In Laguna finisce soltanto acqua piovana o anche quella delle fognature di Lignano?”. Una domanda retorica su cui il consigliere regionale ha cercato insistentemente risposta, sin dal 2017 a seguito di ripetute segnalazioni pervenute dai cittadini sui cattivi odori percepiti sul lungolaguna. “Nel gennaio 2017 Arpa FVG, scrive Sergo,  ritenne 'improbabile che la causa degli odori fosse attribuibile allo scarico del Depuratore che sversa esclusivamente acque di pioggia', senza dare un'indicazioni sulla loro possibile origine – ricorda il consigliere M5S –. Una risposta più chiara è arrivata dalla società Adriacos, impegnata nella sistemazione di alcune delle tubazioni che scaricano in Laguna. Secondo quanto riportato sul sito della ditta di Latisana, 'le condotte oggetto delle lavorazioni sono utilizzate per lo sversamento in laguna di liquidi provenienti dalle condotte fognarie del comune di Lignano, non completamente trattate dal depuratore'. Finalmente, dopo tre anni, qualcuno ci dice con chiarezza che in Laguna non finiscono solo le acque di pioggia ma anche quelle di fogna in caso di forti eventi piovosi. Queste infatti, come autorizzazione regionale vuole, nel caso in cui vi sia una portata 6 volte superiore a quella per cui è stato autorizzato il Depuratore, possono esser scaricati in Laguna. Ma solo in questo caso”.
“Definito quindi che in Laguna non vengono scaricate esclusivamente acque piovane come sostenuto da Arpa, il dubbio che ci si pone è un altro – rimarca l'esponente pentastellato -. I documenti ufficiali in possesso della Regione dicono che in un anno ci sono stati anche più di 70 giorni in cui sono avvenuti gli scarichi in Laguna della fognatura mista non completamente depurata, e non sempre in corrispondenza di eventi piovosi rilevanti. La stessa cosa che, come attestato da un verbale di Arpa FVG, sarebbe successa lo scorso 7 maggio, pur in assenza di piogge abbondanti nelle ore del controllo e in quelle precedenti. Ora capiamo meglio perché già nel 2013 l’Azienda per l’Assistenza Sanitaria Bassa Friulana manifestasse preoccupazioni riguardo gli scaricatori di piena in corpo lagunare in prossimità di acque destinate alla molluschicoltura, dove qualche settimana fa è ricomparsa la salmonella nel consueto silenzio mediatico. Aggiungiamo noi: senza nemmeno la necessaria valutazione di impatto ambientale considerato che trattasi di Sito di Interesse Comunitario”.
“In queste condizioni ci si chiede perché, se a maggio al Depuratore fosse arrivata una portata tale da attivare lo sfioratore in laguna (pari almeno a 4.200 mc/h), l'impianto depurasse solo 1.200 come attestano i verbali dell'Agenzia? - si domanda Sergo - È inspiegabile che con una portata tale l'impianto non trattasse la sua capacità massima autorizzata (1.800mc). Recenti dichiarazioni del Cafc sostengono che dopo la sostituzione del precedente progettista (sancita come illegittima dal Tribunale di Udine e che è costata qualche centinaia di migliaia di euro tra consulenze, risarcimenti e spese legali), il nuovo direttore dei lavori abbia fatto sì che si superassero tutte le problematiche. Anche secondo l'assessore Scoccimarro l'impianto funziona correttamente, rispettando le norme, ma i rapporti di prova di Arpa FVG non conformi ci sono stati per tutti i mesi estivi del 2019. Ma quando entra in atto lo sfioratore, l’impianto dovrebbe trattare 1.800mc l’ora di reflui e non 1.200 o addirittura meno. Considerato che nel 2015 si son realizzati solo due dei quattro lotti previsti originariamente, l’impianto è idoneo o no a depurare adeguatamente le acque della fognatura mista della località turistica?”.
“L'altra curiosità che emerge dai verbali di Arpa riguarda le portate trattate nel 2019 – conclude il consigliere regionale -. Da anni il Cafc sostiene che i continui sforamenti dei limiti di legge dell'impianto siano dovuti agli utenti in aumento durante le stagioni turistiche. Ma i verbali attestano che solo il 7 maggio l'impianto trattasse oltre i 1000mc l'ora, mentre a stagione avviata, quindi a giugno, ne trattava 700, per tornare a 1000mc a luglio, agosto e ottobre . Difficile ritenere che le maggiori portate estive siano la causa degli sforamenti se poi le sanzioni arrivano quando il depuratore tratta meno reflui (nello scorso giugno) e ha la stessa portata in autunno come in estate. Come sostenuto dal sindaco Fanotto, a ottobre non ci sono più le 200 mila persone che affollano le spiagge di Lignano. Non si comprende pertanto come si possano trattare le stesse quantità di reflui, soprattutto in assenza di piogge”.

La replica del Cafc
"Sulle informazioni fuorvianti rilasciate dal consigliere regionale Sergo in merito al funzionamento del depuratore cittadino di Lignano Sabbiadoro, Cafc prende ufficialmente posizione per replicare alle accuse infondate", si legge nella nota del Consorzio per l’Acquedotto del Friuli Centrale. "La società dichiara che la configurazione attuale dell’impianto risponde e rispetta pienamente le autorizzazioni fino a oggi ricevute da parte degli Enti competenti. Le informazioni riportate dal consigliere Sergo sulla la mancata realizzazione di alcune ipotesi progettuali, causa della presunta inadeguatezza dell’impianto, sono errate. Infatti, l’idoneità prestazionale dell’impianto è confermata negli accertamenti e verifiche dello scarico effettuate da parte di Arpa".
"Le modalità gestionali legate al funzionamento degli sfioratori per eventuali sversamenti in laguna delle condotte fognarie sono conformi alle prescrizioni autorizzative della normativa vigente", spiega ancora Cafc. "L’enfatizzazione e importanza riferite agli sforamenti del parametro dell’Escherichia Coli è irrilevante dal punto di vista ambientale trattandosi di scarico di acque depurate in mare aperto; inoltre l’Arpa ha recentemente presentato, in occasione di un convegno tenutosi a Marano Lagunare, gli esiti di propri studi attestando che la saltuaria presenza di agenti batteriologici in laguna e in mare deriva da altre fonti di pressione antropica, non collegabili al depuratore".
"Cafc ribadisce che la gestione dei dati tecnici riferiti al funzionamento del depuratore della città di Lignano Sabbiadoro è molto complessa, pertanto deve essere circostanziata con completezza da persone competenti. Le affermazioni riportate dal consigliere Sergo, pur riportando valori riscontrabili negli atti degli enti di controllo, non rappresentano, in maniera oggettiva, le condizioni di esercizio reale dell’impianto, che risulta, invece, efficace e adeguata come ribadito più volte nelle competenti sedi istituzionali e scientifiche", conclude la nota del Consorzio.