Pegorer vs Serracchiani: “no ai soldi dei cittadini alla sanità privata”

Polemica distanza sulla sanità del Fvg fra Mpd e la governatrice Debora Serracchiani. “Il lavoro svolto da tutto il comparto sanitario del Friuli Venezia Giulia – aveva detto la presidente poco più di una settimana fa – rientra all’interno di una scelta di campo molto precisa che è stata attuata a seguito dei cambiamenti avvenuti nella popolazione e per i progressi compiuti dalla medicina. L’ultima volta in cui si è riformata la sanità in Friuli Venezia Giulia è stato all’inizio degli anni ’90: perciò, per andare incontro ai nuovi bisogni di salute e assistenza, abbiamo deciso di puntare sui tre grandi hub regionali e sulla specializzazione degli ospedali di rete”. Serracchiani aveva infine ricordato che il cambiamento attuato in campo sanitario è anche di tipo culturale, “una trasformazione che questo territorio ha accettato e sul quale continuiamo a misurarci giorno per giorno. In questo senso va letto anche lo sforzo compiuto per mettere insieme ospedale, territorio e università, una scelta tra le uniche in Italia e che si sta rivelando vincente”. Insomma fin qui le parole della governatrice uscente secondo cui le scelte in tema sanitario attuate sono state le migliori possibili. Non della stessa opinione è il senatore di Mdp Carlo Pegorer che in una nota piccata evidenzia che: “La scelta della Giunta Serracchiani di destinare 2,5 milioni di euro ai privati per risolvere alcuni gravi problemi del sistema sanitario va nella direzione sbagliata: mortifica il sistema pubblico favorendo una privatizzazione strisciante. Sono i cittadini, con le loro tasse, a finanziare il sistema sanitario regionale, ricorda Pegorer, e non è ammissibile che le risorse di tutti finiscano ai privati”. “La riforma sanitaria, – continua Pegorer – tanto decantata dalla presidente, sta mostrando, ogni giorno che passa, tutti i suoi limiti e andrebbe profondamente rivista. La responsabile politica della sanità sostiene che la scelta adottata dalla giunta deriva dal fatto che i “macchinari” delle strutture pubbliche sono mal utilizzati. Sarebbe allora il caso di utilizzare quelle risorse che si intendono destinare a i privati per aumentare il numero di occupati nel servizio sanitario che da tempo mostra gravi carenza”. “Bisogna smetterla di continuare a favorire il sistema privato rispetto al pubblico. – conclude il senatore – Vogliamo una sanità più efficiente e accessibile a tutti”.

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