Perchè attaccano la Turchia non più cerniera tra Est e Ovest

 

L’orribile mattanza di Capodanno in riva al Bosforo (39 morti, quasi tutti non turchi) dimostra che, prima o poi, a forza di fare il saltimbanco spregiudicato, i nodi vengono al pettine. Mi riferisco al ‘sultano’ turco Erdogan che, nel giro degli ultimi 12 mesi, ha cambiato più volte le alleanze. Fermo restando che i nemici son rimasti sempre quelli: gli indipendentisti curdi e i fanatici islamisti dell’Isis ai quali però, all’inizio del Califfato, Ankara passò fondi e armi perché combattessero il Pkk curdo.
La strage nella discoteca di Istanbul, così come la sequela di attentati precedenti ad Ankara e in Cappadocia (tutti accompagnati dal grido “Allah è grande”) dimostra che è stata la spregiudicatezza di Erdogan a creare le premesse per l’insicurezza del Paese.
All’inizio del 2015 la Turchia faceva a pieno titolo parte della Nato e ne era il confine orientale; ora, con il suo spostamento verso Putin, non è più la cerniera tra Est Ovest. Era un prezioso alleato degli Stati Uniti, adesso le si è messa contro inducendo Obama a schierarsi per ritorsione con i curdi (gli unici che – al di là dei proclami – combattono davvero contro i curdi). Gli Usa danno infatti asilo e protezione al predicatore anti-regìme turco che è come fumo negli occhi per Erdogan, che lo accusa di tutto, a partire dal fallito golpe di metà luglio, pretesto per la durissima repressione interna attuata dal ‘sultano’.
Un tempo rottura completa con il Cremlino dopo l’abbattimento di un jet russo nei cieli turchi, ora piena sintonia con Putin pur di contrastare Washington. Effetto: accordo soltanto con l’Iran e la stessa Russia per la (purtroppo fragile) tregua ad Aleppo e in tutta la Siria escludendo però i curdi e i terroristi dell’Isis. Il che vuol dire ‘mano libera’ per liberarsi dei nemici del regìme.
Infine c’è l’Europa che, da parte sua, nulla ha fatto per rompere l’assordante silenzio sui metodi di Erdogan. Lui chiedeva di essere ammesso nell’Ue, adesso l’unico punto di contatto sono i miliardi di euro che la Comunità (meglio dire la Merkel) paga ad Ankara perché freni l’esodo dei migranti (sopratutto siriani) lungo la rotta balcanica.
Continuando così, temo che lo scempio di innocenti in territorio turco sia destinato a continuare.

 

AUGUSTO DELL’ANGELO

Potrebbero interessarti anche...