Morettuzzo: «La Giunta Fedriga apre a un futuro di cemento e disastri ambientali»… meravigliarsi è da “anime belle”

«La Giunta Fedriga apre a un futuro di cemento e disastri ambientali. Con le risorse finanziarie del Recovery Fund, si attiverà per promuovere opere a grande impatto che devasteranno il territorio, anche il Tagliamento e nella sua parte più bella. Ecco perché la maggioranza regionale ha bocciato la nostra proposta di candidare il fiume a patrimonio mondiale Unesco». Come dare torto a questa dura presa di posizione di Patto per l'Autonomia anche se, come vedremo, meravigliarsi di questo è da "anime belle". La volontà di Fedriga & c   risponde palesemente, non alle reali esigenze del territorio, ma ad esigenze "altre", quelle per le quali  vari "comitati d'affari" sono da tempo impegnati. Giochi di lobby, non sempre, anzi quasi mai trasparenti e che nella loro opacità nascondono o comunque possono nascondere e non è detto questo sia il caso, il tarlo del malaffare. Del resto la stessa definizione, come riportata dal vocabolario chiarisce bene  il concetto. Lobby è  termine usato negli Stati Uniti d’America, e poi diffuso anche da noi, per definire quei gruppi di persone che, senza appartenere a un corpo legislativo e senza incarichi di governo, si propongono di esercitare la loro influenza su chi ha facoltà di decisioni politiche, per ottenere l’emanazione di provvedimenti normativi, in proprio favore o dei loro clienti, riguardo a determinati problemi o interessi. Interessi che vedono poi associarsi in maniera non certo palese quelli che tradizionalmente si definiscono, mutuando non a caso una definizione simil-mafiosa, "gli amici degli amici". Soggetti politici portatori di interessi  che dall'alto del loro potere sono certi di restare impuniti qualsiasi cosa accada. Ed in effetti purtroppo molto spesso è così,  patrimonio purtroppo dell'intera penisola, Fvg compreso. Basti pensare alle inchieste iniziate e poi perse nell'opacità e nel profumo della futura prescrizione. Una su tutte, l'inchiesta "Grande Tagliamento", iniziata con grande clamore e che oggi temiamo langua nelle scaffalature polverose di procure troppo deboli  per potere agire efficacemente. Ed anche quando qualcosa sembra muoversi, basta vedere il caso Premariacco di questi giorni, dopo le grida unanimi allo scandalo,  l'immediata sensazione è che la vicenda venga sgonfiata e derubricata se non ad una ragazzata, almeno a una vicenda minore, confinata nei confini di un comune, anzi di un palazzo comunale, anzi legata ad una persona che diventa "sistema" identitario così da assolvere il resto del mondo. Certo la politica e l'informazione ad essa asservita sulla quale siamo certi qualcuno è già intervenuto, vorrà e vedrà il proprio capro espiatorio espiare,  magari parzialmente reo-confesso, pur di non intaccare un modello che probabilmente non è "patrimonio" solo di quella realtà territoriale. Tanto il futuro è galantuomo e il padrino o padrini, intesi come riferimenti politici, ovviamente,  sapranno in futuro trovare modo per ristorare il colpevole dopo un periodo di purgatorio casalingo. Visione pessimistica? Forse, ma se si guarda con attenzione lo scivolamento della notizia nelle pieghe interne di certa stampa, è emblematico. Si comprende come si passerà rapidamente  dal mostro sbattuto in prima pagina, al velo pietoso di silenzio condito da meraviglia per tanta stupidità,  per arrivare al quasi oblio della notizia.   Ma torniamo alle scelte cementizie della giunta Fedriga, l'idea di destinare risorse ingenti per la costruzione di nuovi impianti sportivi invernali, in barba agli effetti dei cambiamenti climatici che imporrebbero piuttosto un ripensamento del turismo invernale montano, dare  il via libera al raccordo autostradale Cimpello-Sequals-Gemona e i trafori del Monte Rest e di Monte Croce Carnico non sembrano proprio rispondere a reali esigenze di sviluppo se non a quelle degli affari di alcune realtà imprenditoriali che, siamo certi, ringrazieranno di cotanta fortuna. Anche la metodologia usata,  l'approvazione all’ultimo minuto  di un ordine del giorno  nell'ultima seduta sull’assestamento estivo di bilancio,  nel quale, poiché ci sono i fondi del Recovery Fund (quelli tanto contestati dal centrodestra nazionalmente ndr)  si invita l’esecutivo ad “attivarsi” a Roma per “realizzare opere infrastrutturali strategiche al fine di impattare sul Pil”. Considerata, si legge in sostanza nell'odg anche “la carenza di infrastrutture in una regione che, per la sua collocazione geografica, può definirsi una piattaforma logistica naturale a servizio dell’Italia e dell’Europa Centro Orientale”. Insomma da un lato si vogliono alzare muri per isolare il Fvg dai pericoli "stranieri" ma dall'altra si utilizza la collocazione di confine per battere cassa in nome dello sviluppo transfrontaliero.
«Siamo sconcertati», ha commentato Moretuzzo, anche a nome del collega Giampaolo Bidoli. Sconcerto si, ci permettiamo di aggiungere noi,  ma non certo sorpresa, dato che non possiamo credere che anche le forze d'opposizione non abbiano sentore dei movimenti in atto nel mondo economico  e che i vari "comitati d'affari" sono da settimane al lavoro. Al lavoro con messaggi più o meno cristallini per partecipare alla futura torta. Lo fanno non solo strizzando l'occhio alle forze di maggioranza che in questo momento, almeno in FVG sono al timone.  Questo spiega ovviamente il perchè avviene quanto afferma sempre Morettuzzo  nella sua nota:   «Nella generale assenza di grandi idee sui temi strategici per il Friuli-Venezia Giulia, con l’esecutivo che sembra navigare a vista su molti temi, gli unici indirizzi che la maggioranza ha indicato durante la manovra finanziaria estiva sono quelli contenuti in questo atto, e parlano chiaro. Dopo la bocciatura della mozione con cui chiedevamo la massima tutela possibile per il fiume Tagliamento, il governo regionale dà un altro segnale eloquente e conferma la sua visione di sviluppo per questa terra: basata sulla cementificazione a ogni costo, sulle opere a forte impatto ambientale e sulla mancanza di un’adeguata tutela dei beni naturali, uno sviluppo slegato dalla realtà e tutto fuorché sostenibile. L’accoglimento di un ordine del giorno di questo tenore da parte della Giunta regionale è poi davvero paradossale, se pensiamo che, soltanto poco più di un mese fa, ha lanciato la candidatura del Friuli-Venezia Giulia quale regione pilota per la sperimentazione del Green deal europeo. Ci spieghi ora la Giunta Fedriga come le eventuali trivellazioni e la posa di piloni di 36 metri sul viadotto alla confluenza dell’Arzino e del Tagliamento si sposino con la “razionalizzazione del consumo di suolo e delle risorse naturali” che dice di voler promuovere! Quanto accaduto in questi giorni non lascia più dubbi sul vero volto di questa maggioranza».

Che aggiungere se non che è  da "anime belle" pensare potesse essere diverso guardando, non tanto al presidente Fedriga che è spesso distratto dalle sirene nazionali della politica leghista per immaginare quelle che potrebbero fischiare, magari  accompagnate (in un improbabile futuro) da luce intermittente blu, ma ad alcuni  soggetti che gravitano nelle aree di giunta. Soggetti che di fare i propri interessi sono maestri,  come lo sono altrettanto da schivare responsabilità personali dirette. Chiacchierati si, ma troppo bravi per farsi beccare con le mani nella marmellata.  Il lavoro opaco viene fatto da qualche socio o compagno di merende se non da qualche amministratore giunto magari alla "corte" perchè si pensa possa portare voti con le orecchie.. Tutti soggetti che quando da "utili idioti" si palesano per essere solo idioti,  si possono scaricare. Parliamo di politica ovviamente.

Fabio Folisi