Pesanti tagli alla Wartsila l’ira di sindacati e Regione

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I tagli annunciati dall'Azienda sono gravi e inaccettabili, sia per l'entità sia per le funzioni colpite. Di questo avviso sono sia i sindacati che la Regione Fvg.
sindacati. Alberto Monticco, segreteria Cisl del Fvg tuona: «I 90 esuberi dichiarati, l’annuncio della chiusura delle sale prove e l’uscita anticipata del presidente, sono tutti segnali molto preoccupanti già se presi singolarmente: se poi li leghiamo assieme, allora si capisce perché per il sindacato questa è una vertenza da 'codice rosso', evidenza di una crisi strutturale di ruolo dello stabilimento triestino». Per spiegare il temuto rischio di un disimpegno da parte della proprietà, Monticco fa un largo giro: «Per capire meglio la situazione bisogna ripercorrere gli ultimi 20 anni di storia dello stabilimento: da quando la Divisione Grandi Motori, allora del gruppo Fincantieri, è stata acquisita dalla finlandese Wartsila. Gli schemi e gli obiettivi che la Wartsila voleva esportare dalla Finlandia erano quelli dei piccoli stabilimenti monoprodotto, di media dimensione, con circa 700/800 dipendenti (la Grendi Motori ne aveva circa il doppio): inoltre la capacità di decisione era in mano alla Corporation. La capacità di tutta la Wartsila Italia fu quella di modificare questo schema, giocando 'una partita d’attacco' e non restando sulla difensiva. Una partita difficile, ma vinta assieme dal management italiano, dalle maestranze, dal Coordinamento Sindacale e dalle Istituzioni». Secondo la Cisl Fvg era una sfida necessaria perchà «Oggi - rimarca Monticco -, con l’addio di Sergio Razeto, artefice di quel processo, si chiude un pezzo di storia importante dello stabilimento di Bagnoli. Ora c’è la necessità, di nuovo, di giocare in attacco e non in difesa. Se Wartsila punterà a difendersi, sceglierà una lenta agonia che la porterà, probabilmente alle stesse scelte che, 20 anni fa, fece Fincantieri».
regione. La Regione Fvg conferma, come già avvenuto in passato, che sarà attivamente presente al Tavolo delle vertenza attraverso la figura del vice presidente Sergio Bolzonello. Questi ha ricordato che «Wartsila non solo è ubicata nell'area di crisi complessa di Trieste (per il quale è già operativa una linea di finanziamento dedicata di oltre 10 milioni), ma svolge un'attività in un settore considerato strategico per le Politiche industriali regionali». Considerando incomprensibile la strategia adottata dalla azienda, la stessa che ha stimato una ripresa del settore per il 2020, Bolzonello si attende un dettaglio del Piano industriale, monitorando la situazione si adopererà per esplorare ogni possibile soluzione come già fatto in altre vertenze.