Petizione di Confindustria Udine, reazioni fra lo sconcerto e l’incredulità

Coma previsto la proposta lanciata dalla presidente di Confindustria Udine sta suscitando numerose reazioni che crediamo si moltiplicheranno. Fra i primi a reagire in ordine di tempo  i pentastellati con  una nota congiunta degli eletti alla Camera  Luca Sut e Sabrina De Carlo, assieme ai consiglieri regionali Ilaria Dal Zovo, Mauro Capozzella, Cristian Sergo e Andrea Ussai: “Dopo il Governo Conte, c’è solo il Governo Conte”. Tagliano corto gli eletti in FVG, alla Camera e in Regione, del MoVimento 5 Stelle. A provocare la reazione dei pentastellati, l’annuncio della petizione per un Esecutivo a guida Draghi, lanciata da Confindustria Udine e resa nota quest’oggi dalla Presidente Anna Mareschi Danieli. “Ci spiace dover spegnere lo zelo, male indirizzato, della rappresentanza industriale udinese – riprendono i Portavoce M5S che proseguono nella risposta, incalzando: “Forse qualcuno dimentica l’altissimo gradimento di cui godono il Governo e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, consenso finanche cresciuto nel corso dell’ultimo mese, in Nord Est come nel resto d’Italia. Solo ieri - proseguono – un sondaggio di Piepoli ci restituiva l’immagine di un Paese ferito ma che condivide, in larga parte, le azioni messe in campo per fronteggiare l’emergenza Covid-19 a tutela degli italiani. Ma a sostegno di quanto fatto finora – chiosano deputati e consiglieri M5S – ci sono soprattutto i messaggi di condivisione e incoraggiamento che ogni giorno riceviamo dalla cittadinanza. Ed è questa è la vera cartina di tornasole della volontà del Paese. Sicuramente – si avviano a concludere – non lo sono surreali iniziative come questa di Confindustria Udine, un’azione più strumentale che altro, atta a cavalcare l’emergenza Coronavirus pur di riportare al Governo una politica che tuteli un certo tipo di interessi e di cui non si sente il bisogno. L’Italia – concludono – un Governo che pensi alle imprese ce l’ha già e, a breve, sosterrà l’economia piegata grazie a provvedimenti come il decreto che assicurerà liquidità per le imprese, liberando 400 miliardi in aggiunta ai 350 già stanziati, oltre a rafforzare il Golden power e sospendere il versamento di tasse e contributi”.

La dichiarazione dei 5s è stata seguita da quella lapidaria ma altrettanto pungente della parlamentare Dm Debora Serracchini: "Chi ricopre ruoli di rappresentanza ed esprime competenze dovrebbe sapere che le crisi di Governo fanno male all'economia e all'industria, e in questo momento poi sarebbe una sciagura. Conte sta guidando il Paese in un momento difficile e va sostenuto. Mario Draghi è una risorsa della Repubblica, ma proprio per questo non si deve usare a fini impropri una figura di rango istituzionale".

Rincara la dose, sempre da Casa PD,  il segretario regionale Cristiano Shaurli, che accusa la presidente di Confindustria Udine  di ricercare visibilità in momento straordinario come questo del coronavitus.

"Il ricorso a petizioni per indicare un presidente del Consiglio potrebbe far sorridere, se non fossimo in un momento drammatico. Cosa significa 'superare modelli del passato nelle relazioni interistituzionali'? Il momento certo è straordinario e al Paese servono le migliori intelligenze, forse servono anche una diversa politica e diverse rappresentanze di categoria capaci di accettare sfide nuove ed epocali. Ma queste sfide chiedono più democrazia, non 'pieni poteri' ungheresi né uomini solo al comando".
"Ora è il momento che ognuno - aggiunge Shaurli - con il ruolo che gli è dato porti il proprio contributo, senza cercare clamori e visibilità, mettendo in campo tutta la preparazione e l’impegno di cui dispone. E proprio in questo - conclude - possiamo prendere esempio da Draghi".