Politiche ciniche e barbare, un boomerang per l’Europa

migranti-6500Vicono/Lontano. Al Premio Terzani, ospite il presidente di Medici Senza Frontiere Italia, Loris De Filippi. Impegnato nei soccorsi in mare, il concittadino rende testimonianza sulla questione migranti: «La politica europea è schiava di stati autarchici che hanno ben poco a che fare con l’idea di Unione».

«Nelle vie calde la temperatura s'alzerà – cantava Franco Battiato agli inizi degli anni Ottanta - moltitudine... non si erano mai viste code tanto grandi, tanto lunghe. Arriveranno da tutte le parti, da ponente e da levante per l'esodo, il grande esodo. Un esodo per noi. Giovani del futuro».
Un testo profetico?
Al momento, come ci segnala Loris De Filippi, l’udinese presidente di “Medici Senza Frontiere Italia” e prossimamente ospite alla serata del Premio Terzani, ci sono 60 milioni di persone che abbandonano il loro Paese. Prestissimo, saranno il doppio. E tra le cause non ci sono soltanto i conflitti e la povertà, ma anche il mutamento climatico.
Vista la situazione, dunque, non ci vuole un genio per comprendere che il fenomeno migratorio che stiamo vivendo ha una portata epocale in grado di modificare sostanzialmente la demografia, la geopolitica e la geografia non soltanto del nostro continente, ma del mondo. E non ci vuole uno stratega per intuire che se noi occidentali non modifichiamo al più presto il nostro spicciolo sguardo sul futuro, questo sarà anche l’inizio di una tragica serie di guerre devastanti.
Ma Battiato non è stato poi così profetico, infondo, perché guardando all’Europa già a partire dagli anni Cinquanta era chiaro il disegno del fallimento. Già allora, infatti, non era impossibile capire che per salvare il futuro, bisognava rivoluzionare la nostra cultura, prendendo coscienza dell’arbitrarietà del significato di confine. Già allora, l’Europa disonorava sé stessa e le sue acque; corrotta da un retaggio di “stato nazione” si allontanava visibilmente dal modello libertario, tollerante e socialmente equo che si era prefissata. Così, tutti i buoni propositi sull'unità continentale e sul “mare nostrum”, si sono ridotti, come prevedibile, a una mera, sterile e pericolosa missione economica e militare; e in senso lato, in una ignominiosa sopraffazione del più forte che determinerà l’autodistruzione del così detto Occidente.

I numeri.

I dati e le informazioni che De Filippi, da sempre in prima linea nelle missioni umanitarie, ci consegna in tema di migrazioni sono toccanti. E rendono bene l’idea di quello che ci aspetta.
«Per affrontare il problema migranti - osserva amareggiato il presidente dei Medici Senza Frontiere - non ci sono cambiamenti sostanziali nella politica europea. E a provarlo ecco alcuni dati: durante i primi quattro mesi del 2016, le persone morte nel Mediterraneo sono state circa 1350. L’anno scorso, nello stesso periodo, furono 1733. Una piccola diminuzione che dimostra scarsa volontà d’impegno. Dall’inizio dell’anno - continua De Filippi - 28.500 migranti sono arrivati in Italia, contro i 154 mila e 800 arrivati in Grecia. A fronte di questi incessanti arrivi, noi di Medici Senza Frontiere, assieme a “Sos Mediterranee” abbiamo deciso di riprendere la strada del mare offrendo tre imbarcazioni di aiuto. Il lavoro di ricerca e soccorso che l’anno scorso abbiamo svolto, ha salvato 23 mila persone. Sempre l’anno scorso, inoltre, abbiamo triplicato tutti i progetti sull’immigrazione, sia in Italia che sulla rotta balcanica, con un impiego di ben 530 operatori umanitari internazionali e una spesa complessiva di 31 milioni».
Un impegno, quello dell’associazione umanitaria che il friulano rappresenta, che non si è limitato all’attività concreta sulle varie frontiere, ma si è concentrato anche nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica e sulla pressione politica, «affinché si lavori su un piano che tenga in considerazione le vie legali sicure come punto principale e il ricollocamento di un numero adeguato di migranti all’interno degli stati membri».
Ma quanto siamo lontani da quel modello di Mediterraneo inteso come luogo d’inclusione? La culla della civiltà, ricordate? Ma dov’è finita quella illuminata vocazione se, a Nord, la sola cosa che conta è la ferrea difesa dei confini, l’erigere muri e srotolare gomitoli di filo spinato? O, peggio, sparare lacrimogeni contro famiglie indifese?
Si è disintegrata nelle anguste stanzette del potere, lungo i bui corridoi di Bruxelles, o di Berlino; si è vanificata nella corruzione, soffocata nell’ordito fitto di intrighi, vanagloria, desiderio di ricchezza e potere.
Eccolo, dunque, il ritratto di un’Europa decadente incapace di dare risposte adeguate ai problemi che stiamo vivendo, se non soluzioni spicciole dettate dai populismi.

La malafede.

«La politica europea - continua De Filippi - ci sembra schiava del potere di stati autarchici che hanno ben poco a che fare con l’idea originaria di “Europa”. Dalla nostra esperienza diretta, inoltre, è chiaro quanto il cinismo del continente e la sua azione di deterrenza stia creando e aggravando le crisi umanitarie al suo interno. Idomeni ne è un esempio; ma non è l’unico, perché ovunque ci sono delle piccole Idomeni nascoste e invisibili, anche a Udine, nei sottopassaggi delle stazioni. Il 2016 - continua De Filippi - potrebbe portare a un’estate drammatica, con le paventate chiusure del Brennero, la sospensione di Schengen e un arrivo di profughi ricalcabile ai due anni precedenti; in Italia, infatti, evidentemente incapaci di gestire la crisi, i posti di accoglienza tra ordinari e straordinari sono 110 mila in tutto, a fronte di 320 mila entrate solo dal mare negli ultimi due anni.
Urge l’ampliamento dei posti d’accoglienza, comprendendo che rispetto agli altri Paesi, il numero di profughi in arrivo da noi è davvero esiguo. Perfino il Libano riesce a gestire la situazione con 1 milione e 400 mila migranti a fronte di una popolazione di 5 milioni».
Secondo il presidente di Medici Senza Frontiere, dunque, stiamo affrontando l’emergenza con accordi politici ottusi e cinici. Come quello tra Europa e Turchia.
«Tutte le promesse di ricollocamento dei profughi presenti in Italia e in Grecia prese l’anno scorso a giugno - continua - non sono state mantenute; sui 24 mila posti complessivi nemmeno mille persone sono state fino ad ora ricollocate. Le proposte poi, continuano ad essere aberranti, come quelle di Germania, Svezia, Austria, Danimarca e Norvegia, che insistono sul tenace mantenimento e controllo delle frontiere e di Schengen. Nessuna idea seria, invece - fa notare De Filippi - per un cambiamento del regolamento di Dublino».
E, in effetti, l’unica è quella avanzata timidamente dagli italiani, che chiedono, in caso di estremo sovraffollamento, il mutuo soccorso degli stati membri, obbligati a prendersi in carico un certo numero di profughi. Tutte speranze vane. E presto il Bel Paese sarà per tutti un cul de sac.

Conclusioni.

«Tutti questi blocchi e muri - conclude il presidente di Medici Senza Frontiere - provocano disagio, malattie e problemi umanitari di proporzioni importanti. In definitva, le sole soluzioni proposte dall’Europa fino ad ora, sono soltanto cinismo e barbarie».
Come fare ad imporre, allora, di fronte al dominio della politica, la priorità della morale?
Qui, come affermava un illuminato Albert Camus, «si tratta di servire la dignità dell'uomo attraverso mezzi che siano degni in una storia che non lo è».