Pordenone: attori fanno “vivere” quadri Leonardo e de il Pordenone

Un momento di incontro tra arte e spiritualità nelle chiese (e non solo) del Friuli occidentale della Diocesi di Concordia-Pordenone e, quest’anno per la prima volta, anche dell'Arcidiocesi di Udine: con 8 spettacoli e 3 laboratori teatrali organizzati nel periodo delle feste natalizie, prosegue l’edizione 2019-2020 de “I Teatri dell’anima”, festival di Etabeta Teatro nato per riflettere sul mondo che è stato, che sta cambiando e che sarà, analizzando etica, storia e religione.

Il Festival torna, dopo il felice appuntamento dello scorso anno, al Museo Diocesano d'Arte Sacra di Pordenone, dove sabato 4 gennaio alle 17 e alle 20.45 con ingresso libero si terrà l'intenso spettacolo della compagnia I Teatri 35 “Amor che move il sole e le altre stelle”. La compagnia offrirà un’elaborazione unica, una celebrazione “vivente” del Rinascimento. Infatti il Museo vedrà ricreate dagli attori, rendendole così vive, alcune significative opere de Il Pordenone, celebre maestro rinascimentale friulano e una rappresentazione del Cenacolo di Leonardo da Vinci al quale parteciperanno anche gli allievi del laboratorio teatrale di due giornate diretto dai maestri napoletani. Dei tableaux vivant davvero emozionanti.

Il festival I Teatri dell'Anima è reso possibile grazie all’organizzazione di EtaBeta Teatro in collaborazione con I Teatri Del Sacro, Scuola Sperimentale dell’Attore, Museo Diocesano d’Arte Sacra, Associazione Teatrale Friulana, Uilt FVG e con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone nonché la collaborazione delle varie Parrocchie e Comuni toccati dal festival.

AMOR CHE MUOVE IL SOLE E L’ALTRE STELLE
da Leonardo al Pordenone

Sabato 4 gennaio ore 17 e 20,45
Museo Diocesano d’arte sacra – Pordenone

Si ripete l’esperienza dei tableaux vivants, questa volta dedicata ai protagonisti dei centenari del 2019.
La magia di una composizione nella quale attori diventano quadri anche grazie alla forza della luce.
I Teatri 35 offriranno un’elaborazione unica, una celebrazione “vivente” del Rinascimento che ospiterà alcune significative opere del “Pordenone” e una rappresentazione del Cenacolo di Leonardo da Vinci al quale parteciperanno anche gli allievi del laboratorio teatrale di due giornate diretto dai maestri napoletani.

Morbidi drappeggi e muscoli tesi. Lame, frutti e odore d’incenso.
Attori come attrezzisti, scenografi e modelli del pittore.
Piume e pesi in sospensione.
Il silenzio sacrale profanato dal ritmo della costruzione.
Le tele si compongono sotto l’occhio dello spettatore coinvolto in un’esperienza mistica e sensoriale.

con Gaetano Coccia, Francesco O. De Santis, Antonella Parrella e i partecipanti al laboratorio.

La performance sui Tableaux Vivants de i Teatri 35 affonda le radici in un’esperienza laboratoriale di svariati anni che pone al centro il corpo dell’attore.
Arrivare alla costruzione del quadro non è il fine; ciò che viene ricercata è una modalità di lavoro in cui il corpo è semplice strumento, un mezzo alla pari di una stoffa o di un cesto. Il singolo attore in scena compie azioni sonore, azioni inserite in una partitura musicale in cui ogni gesto è in funzione di una meccanica, di un ingranaggio in cui ciò che viene eseguito è strettamente necessario.

Dopo lo spettacolo gli attori incontreranno il pubblico.

AMOR CHE MUOVE IL SOLE E L’ALTRE STELLE
Stage di 8 ore più performance finale
Venerdì 3 gennaio 2020, ore 14 – 18;
Sabato 4 gennaio 2020, ore 9 - 13;
Sede Etabeta Teatro – Viale Trento, 3 – Pordenone
Sabato 4 gennaio ore 17 e 20,45
Museo Diocesano d’arte sacra - Pordenone
quota di partecipazione € 100 (€ 80 per soci Fita, Uilt e ATF) prenotazione consigliata (max 13 partecipanti)
Opere pittoriche e musica sono i cardini su cui si costruisce il lavoro sui tableaux vivants di Teatri 35: ogni nuova performance nasce dalla combinazione di queste due direttrici, un incontro che richiede una fase di ascolto, osservazione e studio che procede fino a quando non si raggiunge la combinazione ottimale tra i due elementi. Il singolo attore in scena compie azioni sonore, azioni inserite in una partitura musicale in cui ogni gesto è in funzione di una meccanica, di un ingranaggio in cui ciò che viene eseguito è strettamente necessario. Nulla è lasciato al caso così come nulla è superfluo. La dinamica della costruzione trova il suo equilibrio nella sospensione musicale di uno stop, nel fermo immagine di un’azione in divenire che costringe il corpo ad una tensione muscolare viva e pulsante. Non una messa in scena statica del dipinto come negli antichi tableaux vivants ma una sequenza di gesti secondo una partitura musicale, seguendo un ritmo che porta anche lo spettatore dentro il quadro, rendendolo vivo nel vero senso della parola. Il laboratorio si svilupperà sullo studio dell’opera di Leonardo da Vinci “Cenacolo”. Il lavoro sarà strettamente collegato allo studio iconografico sugli apostoli precedentemente svolto dalla compagnia ed avrà la finalità di creare una performance che coinvolga i partecipanti al laboratorio.