Porti: Pd, a rischio autonomia sistema Adriatico Orientale

«La costituzione di Porti d’Italia spa rischia di rappresentare una pesante perdita di autonomia finanziaria, gestionale e di personale, non solo per l’Autorità del Mare Adriatico Orientale (porti di Trieste e Monfalcone) ma per tutti i porti italiani. Fedriga, come presidente del Fvg ma anche in qualità di presidente della Conferenza delle Regioni, chieda al Governo di fare un passo indietro rispetto a una norma che peserà pesantemente sull’autonomia dei porti che dal 2016 a oggi hanno investito importanti risorse finanziarie, garantendo lo sviluppo di traffici portuali e dell’economia regionale». Lo hanno chiesto i consiglieri regionali Diego Moretti, Francesco Russo e Roberto Cosolini e la parlamentare Debora Serracchiani, oggi durante una conferenza stampa sulla norma nazionale che riforma il Sistema portuale italiano.

Nel corso della conferenza stampa i consiglieri hanno inoltre illustrato la mozione, che sarà depositata oggi, attraverso la quale si formalizza la richiesta al presidente della Regione Fvg di intervenire nei confronti del Governo.

Attraverso la norma, hanno denunciato ancora gli esponenti dem, «sarà Roma a decidere quello che devono fare i porti italiani. Sarà Roma addirittura a decidere cosa fare dei piani regolatori dei porti e come derogare. Porti Italiani SpA assomiglia più che altro a una grande agenzia immobiliare che potrà spendere anche soldi dei Porti all’estero su infrastrutture straniere».

E ancora, «con la nuova norma l’Autorità Portuale del Mare Adriatico Orientale si rischia di trasferire a Roma più di 20 milioni, si perderà personale che, a quanto pare, lavorerà per Porti d’Italia spa, probabilmente pagati dall’Adsp del Fvg». Insomma, gli esponenti dem giudicano la strategia «molto confusa e molto pericolosa: la strategia verrà decisa a Roma, gli investimenti lo stesso, una contraddizione per Porti che invece hanno bisogno di una strategia specifica per le sfide che abbiamo davanti. Che vuol dire una forte portualità internazionale, traffico merci su ferrovia, ma vuol dire soprattutto avere un quadro della situazione di questo territorio e non di guardarlo da Roma».

Infrastrutture: Serracchiani, Salvini destruttura portualità italiana

“Salvini dica perché stanno portando avanti una riforma che destruttura la portualità italiana. Noi siamo sempre stati d’accordo sul fatto che ci debba essere un coordinamento nazionale della portualità italiana, sulle grandi strategie, mercati da individuare, accordi fra Stati. Ma Porti d’Italia Spa non fa questo”. Lo ha detto oggi a Trieste la deputata dem Debora Serracchiani, nel corso di una conferenza stampa con il gruppo regionale del Pd Fvg.
Segnalando che Porti d’Italia Spa “assorbirà risorse e personale dai porti italiani e potrà andare a investire in porti fuori dal nostro Paese”, Serracchiani ha parlato di “un grande timore che è stato sollevato da tutti i presidenti delle Regioni, non soltanto di centrosinistra” e ha invitato il presidente Massimiliano Fedriga a farsi carico “per avere risposte oggi non solo nel suo ruolo di presidente della Regione Friuli Venezia Giulia ma anche di Presidente della Conferenza delle Regioni, perché – ha indicato la deputata “la proposta di Porti d’Italia Spa sarà valutata anche alla Conferenza unificata Stato Regioni”.
Serracchiani ha infine denunciato un “braccio di ferro tra le forze politiche cui stiamo assistendo un po in tutti i porti”, per cui “se il presidente di un’autorità portuale ha un colore politico, la nomina del segretario generale deve avere un colore diverso”.