Possibile delocalizzazione della Dm Elektron, la Regione scopre il caso, domani incontro a Trieste ma intanto l’azienda smonta i macchinari

Un tavolo di crisi convocato con la massima urgenza lunedì 10 dicembre per affrontare la situazione estremamente delicata dell'azienda Dm Elektron.
È quanto ha annunciato l'assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, incontrando sabato pomeriggio i lavoratori e le sigle sindacali. I dipendenti hanno dichiarato da ieri lo sciopero a oltranza per denunciare quella che definiscono una spoliazione dell'azienda a favore di unità produttive avviate in Romania. Secondo Rosolen "era doveroso intervenire immediatamente: oggi abbiamo raccolto elementi ulteriori rispetto a quanto emerso ieri, adesso servono urgentemente fatti concreti e il rispetto di accordi pregressi. Lunedì contiamo di ricevere tutte le rassicurazioni del caso dalla proprietà, a iniziare dalla tutela dei posti di lavoro".
"Il rispetto degli accordi sottoscritti dalla Regione, dall'azienda e dalle sigle sindacali e la tutela delle posizioni occupazionali - conclude l'assessore - sono elementi sui quali non possono esserci margini di trattativa: una volta assunti, gli impegni devono essere rispettati da tutte le parti in campo". Così domani la convocazione in regione delle segreterie sindacali dei metalmeccanici del territorio e delle rsu della Dm Elekton è già prevista, saranno ricevuti dall'assessore alle attività produttive Bini al quale gli operai  chiederanno se l'azienda abbia ricevuto fondi regionali per l'acquisto di quelle linee produttive che oggi vengono "delocalizzate". Una situazione compessa quella della  Dm Elektron che si teme sia il preludio di un film già visto troppe volte, basti pensare che nel 2016 era scaduta la cassa integrazione per riorganizzazione - con la gestione di 60 esuberi - a fronte di un piano industriale di rilancio che  è stato  fatto anche con nuovi investimenti. Ma oggi il dubbio che quegli investimenti finiscano di fatto in Romania è forte. Da parte sula l'assessore  Rosolen ha confermato che la regione non ha ricevuto  richieste dall'azienda in merito alla gestione  di crisi aziendale. Questa non è certo comunque una rassicurazione, lo smantellamneto degli impianti potrebbe infatti preludere al disimpegno nello stabilimento friulano che potrebbe essere annunciato dopo il trasferimnet dei macchinari evitando così che le maestranze possano operare un blocco dello smontaggio delle macchine.  Intanto i 130 lavoratori della Dm Elektron  continuano il presidio sulle 24 ore in particolare in vista di lunedì mattina quando potrebbe riprendere il trasferimento di macchinari dallo stabilimento di Buja verso lidi rumeni.

 

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