Poste Italiane Udine, è allarme rosso. Uilposte denuncia: “clima tossico e fuga di professionisti. Azienda intervenga o sarà mobilitazione”

La Segreteria Territoriale di UILPOSTE Udine denuncia con estrema fermezza lo stato di assoluto degrado gestionale e relazionale che sta travolgendo la Filiale di Poste Italiane di Udine. Quello che emerge è un quadro di opacità e incoerenza senza precedenti, dove i valori di integrità, correttezza e trasparenza — definiti dal Codice Etico aziendale come “condizione imprescindibile” per ogni azione — appaiono sistematicamente svuotati da una leadership orientata esclusivamente al risultato numerico immediato.
Il segnale più allarmante è l’impennata delle dimissioni volontarie: consulenti finanziari, direttori storici, responsabili commerciali stanno abbandonando l’Azienda. Non si tratta di un turnover fisiologico, ma di una presa di distanza consapevole da un modello che calpesta la dignità professionale. Come sottolineato dal Codice Etico, il presidio della reputazione aziendale dipende da figure professionali adeguate; vederle fuggire è la prova del fallimento di una gestione che non valorizza più il merito.
La Segreteria denuncia violazioni palesi del CCNL 2024-2027:
• Meritocrazia negata: In contrasto con l’Art. 60, i percorsi di carriera appaiono subordinati a logiche di fedeltà e appartenenza anziché a criteri di obiettività e imparzialità.
• Ambiente di lavoro tossico: Sono stati segnalati gravi episodi di mobbing e vessazioni psicologiche che non risparmiano nemmeno i lavoratori tutelati dall’Art. 41. Questo clima viola apertamente l’Art. 62 del CCNL e l’impegno aziendale a garantire un ambiente sano, salubre e rispettoso della dignità individuale.
• Pressioni commerciali indebite: Riunioni vessatorie fuori orario e obiettivi modificati arbitrariamente confliggono con il Protocollo sulla Proposizione Commerciale, che impone il rispetto della dignità del lavoratore e vieta ogni forma di impropria pressione alla vendita.
La gestione delle risorse viene definita “schizofrenica”: uffici di rilievo (A2) sono lasciati allo sbando con i Direttori (DUP) costretti allo sportello, mentre il personale viene distaccato per meri fini statistici di KPI o gestione code, ignorando lo sviluppo qualitativo delle professionalità previsto dagli accordi.
“Poste Italiane deve riappropriarsi della sua funzione umana e sociale”, dichiara il Segretario Territoriale. “L’Azienda non può più nascondersi dietro slogan vacui su equità e coerenza mentre il suo patrimonio professionale a Udine viene distrutto”.
Questa Segreteria attiverà ogni forma di mobilitazione necessaria e non arretrerà di un passo finché non verrà ripristinata la legalità contrattuale e l’integrità morale. Si richiede la convocazione immediata di un tavolo di confronto urgente per sanare le dinamiche tossiche della Filiale e dare risposte concrete ai lavoratori.