Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, annunciati i vincitori della 17a edizione

Annunciati i vincitori della 17a edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta. E sarà Giovanna Botteri - presidente della giuria di cui fanno parte fra gli altri Beppe Giulietti (presidente Fnsi), Carlo Muscatello (presidente Assostampa Fvg) e Cristiano Degano (presidente Ordine Fvg) - a consegnare i riconoscimenti ai vincitori sabato 3 ottobre a Trieste, nell’ambito di Link, Festival del giornalismo 2020 in programma dal primo al 4 ottobre in piazza Unità.

«Sensibilizzare i cittadini, per non dimenticare le emergenze del mondo che non si sono arrestate con la pandemia di questi mesi, è l’obiettivo dell’edizione 2020 del Premio Luchetta – spiega Giovanna Botteri –. Gli indifesi hanno continuato a morire, non solo di coronavirus: fra questi innanzitutto i bambini, che restano i più indifesi. Guerre, conflitti e carestie si sono sommati drammaticamente alla diffusione del virus».

«Siamo lieti di confermare che Link, Festival del giornalismo 2020 si svolgerà in presenza, se le condizioni sanitarie generali lo consentiranno come al momento pare, dal primo al 4 ottobre a Trieste - dichiarano Giovanni Marzini, segretario di Giuria del Premio Luchetta, e Francesca Fresa, curatrice di Link Festival –. Poter contare sulla presenza di Giovanna Botteri in occasione della premiazione è motivo di gioia e orgoglio, così come poter riaprire, attraverso Link Festival, il nostro focus annuale legato all’attualità del pianeta, dal covid alle tante emergenze che attraversano Paesi e popoli. Sarà bello poter condividere il lavoro, in sicurezza e ottemperanza delle norme, con il pubblico della città: un segnale di ripresa, speranza e ripartenza per tutti».

I reportage vincitori del Premio Luchetta 2020 testimoniano l’impegno di grandi firme internazionali, giornalisti che da molti anni sono in prima linea nelle trincee più calde del pianeta: a cominciare dalla rotta balcanica, sulla quale si sono incamminati, sfidando anche il covid 19, decine di migliaia di minorenni nell’ultimo anno. Niente sembra fermare queste schiere di giovani e giovanissimi, provenienti da Afghanistan, Pakistan, Siria e diretti in Europa: neppure il rischio di dover affrontare animali pericolosi e mine inesplose. Ce lo ricorda il servizio della giornalista Sara Giudice di La7 – Piazza Pulita, che vince la 17a edizione del Premio Luchetta nella categoria Tv News. Inviata di Piazza Pulita dal 2015, Sara Giudice ha iniziato la carriera televisiva alla tv americana Class Cnbc come inviata politica ed è fra gli autori del saggio “Italia sotto inchiesta” (Meltemi). Nella sezione reportage vince il Premio Luchetta 2020 il filmaker pakistano Adnan Sarwar: a lungo impegnato in Iraq per l’esercito britannico, Adnan Sarwar è un volto noto al grande pubblico anglofono per aver diretto e interpretato vari documentari e “biopics” diffusi dalla tv britannica. Per Channel 4 ha firmato un intenso reportage dal ghetto nero di Cape Flats a Città del Capo, Sudafrica, raccontando in particolare la storia dell'undicenne Mariezaan, già a capo di in una gang di ragazzini nel quartiere in cui 279 bambini sono rimasti uccisi solo nell'ultimo anno.

Per la stampa italiana il Premio Luchetta va al giornalista Nello Scavo, che su Avvenire ha raccontato la storia del bimbo ivoriano Simba, sopravvissuto ai campi libici, soccorso dalla nave Mare Jonio di Mediterranea nell’agosto 2019 e quindi approdato a Torino insieme alla madre. Simba, un soprannome dato quasi a infondere coraggio a un bimbo di pochi mesi, per trasformarlo in un “leoncino” capace di superare traversie di ogni genere fino a poter finalmente ripartire con una nuova vita, a Torino. Nello Scavo, inviato speciale di Avvenire, è stato tra i giornalisti internazionali che hanno trascorso più tempo sulle navi di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo, dallo scorso ottobre vive sotto scorta per l’inchiesta sul trafficante Bija ed è tuttora vittima di minacce per le inchieste che coinvolgono Maltain merito al traffico dei migranti. I suoi reportage sono stati rilanciati dalle principali testate, come The New York Times, The Washington Post, The Independent, The Guardian, Le Monde, Huffington Post, Bbc, Cnn, Clarin, La Nacion, El Pais, El Mundo e molti altri.

Per la stampa internazionale vince la 17^ edizione del Premio Luchetta il giornalista Antonio Pampliega che ha firmato per El Independiente un’emozionante corrispondenza sulle spose bambine in Afghanistan: meri oggetti con altissimo valore economico, condannate come criminali dalla giustizia e dalla società quando fuggono da casa per evitare il matrimonio forzato. Classe 1982, Antonio Pampliega è stato rapito in Siria nel 2015 dal gruppo terroristico Al Qaeda. Attualmente conduce “Il passaporto Pampliega”, un format che dà visibilità alle ingiustizie sociali a diverse latitudini del mondo. È autore di tre libri: Afghanistan (2011), In the dark (2017) e Le trincee della speranza (2018).

Infine, per la sezione fotografia il Premio Luchetta 2020 va ad Andrea Frazzetta che sul New York Times ha pubblicato gli scatti del reportage dalla costa inondata del Bangladesh, sulle rive del Golfo del Bengala, dove anche i bambini si arrangiano a scavare mattoni per poi rivenderli sul ciglio della strada. Andrea Frazzetta ha realizzato reportage in Sud America, Africa e nell’area Mediterranea. Collabora con testate come New York Times Magazine, Newsweek, National Geographic, The Times, Der Spiegel, D La Repubblica, L’Espresso, Internazionale. Nel 2009 ha ricevuto il premio Yann Geffroy per il reportage “Obama Village”. Nel 2013 è fra i vincitori del PDN photo annual, dell’American Photography e del PX3 - Prix De La Photographie Paris. Nel 2014 è stato premiato con l’American Photography per il suo lavoro da Tokyo per Newsweek.

Il Premio Luchetta è stato istituito nel 2004 dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con la Rai ed è organizzato da Prandicom.