Premio Terzani 2018: sabato 12 maggio a Udine Domenico Quirico, Marta Serafini e Angela Staude Terzani

Come onorare la lezione di Tiziano Terzani? Lo ha fatto da sempre Domenico Quirico, il giornalista e inviato della Stampa, vincitore del Premio Terzani 2018: «Scrivere – di Aleppo, di Siria, di guerre, di migrazione, di profughi – è un atto obbligatorio. Contro il silenzio: opaco, atroce, inumano. È questa la lezione di Tiziano Terzani. Sui giornali finché esisteranno, nei libri, con le immagini, le parole: guardare, ascoltare impregnarsi della violenza del mondo e scrivere. Scrivere per disfarsi dei pregiudizi, dell’illusione di aver già compreso tutto, della paura». Succede ad Aleppo, il suo intenso saggio testimonianza sulla guerra civile in Siria – edito da Laterza – ha vinto la XIV edizione del Premio Letterario Internazionale Tiziano Terzani. Le motivazioni che lo hanno ispirato saranno al centro dell’emozionante serata di Premiazione, sabato 12 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (ore 20.45). Un’occasione preziosa per guardare attraverso la lente di ingrandimento di un grande inviato – impareggiabile testimone della drammatica situazione siriana – ciò che di inquietante avviene nel Medio Oriente, anche in una prospettiva geopolitica. Domenico Quirico dialogherà con la giornalista della redazione Esteri del Corriere della Sera Marta Serafini, autrice dell’instant book Maria Giulia che divenne Fatima, nato da una conversazione Skype con la prima jihadista italiana, e membro, nella scorsa legislatura, della Commissione sul jihadismo e la prevenzione della radicalizzazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. La serata del Premio Terzani è il momento più atteso del Festival vicino/lontano, che nel 2005, in collaborazione con la famiglia Terzani, lo ha istituito. All’evento interverrà anche Emel Mathlouthi, l’artista tunisina divenuta icona della Primavera araba: a Udine risuonerà così la voce che ha scandito in musica la “Rivoluzione dei gelsomini” che proprio in queste ore celebra la sua grande conquista, le elezioni municipali in Tunisia. Il Premio Terzani 2018 offrirà una straordinaria occasione per incontrare e conoscere la celebre artista: la sua Kelmti horra (My Word is Free) è diventata l’inno della piazza tunisina ed Emel è stata anche invitata a cantarla a Oslo, nel 2015, in occasione della consegna del premio Nobel per la pace alle quattro organizzazioni della società civile tunisina che hanno operato a favore della svolta democratica del Paese. Nel suo canto di libertà risuonerà idealmente lo spirito di quel Tiziano Terzani che scrisse le Lettere contro la guerra.

«Un mondo occidentale distratto, inerte, per anni ha guardato senza vedere i morti e le macerie siriane – dichiara, nel suo ruolo di presidente della giuria del premio, Angela Terzani Staude, che sabato sera premierà personalmente Domenico Quirico sul palcoscenico del Teatro Nuovo Giovanni da Udine -. Cronista in quel paese, Quirico si è accorto che “l’alchimia delle sue parole” non riusciva più a trasmettere quel caos barbaro e impunito. Nelle pagine di “Succede ad Aleppo” mette da parte i termini enfatici, dirompenti, che nei racconti di guerra tradizionalmente sembrano voler competere con il rumore delle bombe e il colore del sangue. Nell’epoca in cui milioni di persone si accaniscono su una tastiera per commentare notizie sfacciatamente bugiarde o per inseguire esili promesse virtuali, questo libro percorre un itinerario faticoso, inesplorato. Per i suoi inediti, teneri necrologi di guerra, per questa scrittura eretica di fronte alla carneficina siriana e alla indifferenza della opinione pubblica, la giuria ha affidato a “Succede ad Aleppo” il premio Terzani 2018». La Giuria che ha assegnato il prestigioso riconoscimento è composta da Giulio Anselmi, Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Àlen Loreti, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Ettore Mo, Carla Nicolini, Paolo Pecile, Valerio Pellizzari, Peter Popham, Marino Sinibaldi. Info www.vicinolontano.it

Domenico Quirico, giornalista e inviato, dalle pagine de la Stampa ha raccontato le vicende dell’Africa e del mondo arabo degli ultimi vent’anni. Ha attraversato il Mediterraneo su una barca di migranti, è stato sequestrato dai soldati di Gheddafi in Libia nel 2011 e dai jihadisti siriani nel 2013. Tra i suoi numerosi libri, i più recenti sono legati alla sua esperienza di giornalismo di presenza: con Neri Pozza ha pubblicato: Il paese del male. 152 giorni in ostaggio in Siria; Il Grande Califfato; Esodo. Storia del nuovo millennio (finalista del Premio Terzani, edizione 2017) e Ombre dal fondo (con P. Piacenza). Con Laterza ha pubblicato nel 2017 Succede ad Aleppo.

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