Presentato “Agro Park Cormor” progetto di turismo slow, valorizzazione ambientale e prodotti tipici

Agro Park Cormor” è il nome del progetto presentato oggi nella sala consiliare del comune di Tavagnacco, il capofila di un’idea che circolava da anni senza trovare sbocco. Grazie all’associazione Valle del Cormor l’unione di intenti è stata raggiunta: erano presenti al tavolo i comuni di Treppo Grande, Campoformido, Colloredo di Monte Albano, Pasian di Prato, Pagnacco e naturalmente Tavagnacco, oltre all’assessore regionale alle infrastrutture ed alla pianificazione territoriale Mariagrazia Santoro. “La valle del Cormor – ha detto il dott. Valentino Casolo dell’Università di Udine – ha sempre avuto continuità territoriale ma anche culturale. Negli anni ‘60 la valle viveva di un’agricoltura tradizionale e va ripreso quel filo rosso: l’ippovia è un tessuto di comunicazione che già c’era ma che è stato stravolto”.
Il progetto, che prende il nome da una denominazione precedente dell’architetto Pirzio Biroli, vuole unire il turismo slow, la valorizzazione delle risorse ambientali, i prodotti tipici e l’integrazione sociale ed economica. Oltre ai comuni già citati partecipano anche quelli di Buja, Cassacco, Tricesimo e Martignacco, le associazioni Aiab Aprobio, Legambiente L. Conti di Udine, Amici del Parco botanico del Cormor, Progetto autismo Fvg, A.i.c.s. Udine e Slow Food Udine. “La partnership – ha spiegato la dott.ssa Amanda Burelli dell’Uti centrale – è il risultato di attività svolte in questi anni lungo la valle del Cormor. L’Università di Udine col Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali ha sviluppato il 75% di questo progetto”. Sono state coinvolte la scuola alberghiera B. Stringher e l’Istituto comprensivo di Tavagnacco: la prima curerà l’aspetto culinario (usando le erbe spontanee), il secondo preparerà dei laboratori didattici. Alle associazioni il compito di occuparsi del paesaggio, dell’animazione territoriale, della pianificazione ambientale o dell’integrazione di persone con disabilità a seconda dei relativi campi d’intervento e delle competenze. “Credo sia corretto – ha precisato l’assessore regionale Mariagrazia Santoro – arrivare a cogliere l’occasione fornita dal cosiddetto Piano di Sviluppo Rurale. Come Regione Fvg abbiamo già presentato a Roma il nostro piano paesaggistico. La stessa Carta europea del paesaggio è stata sottoscritta anche dall’Italia: per costruire l’economia del futuro dobbiamo tenere conto della compatibilità con il nostro ambiente. E’ l’idea alla base di questa ippovia”. La strategia comune si basa infatti su una rete ecologica locale da unire all’agricoltura ed ai suoi prodotti tipici. “Fatta l’opera anni fa – ha rimarcato l’assessore Santoro – ora va mantenuta con le aziende agricole che facciano da veri e propri presìdi”. L’ultima parola spetta ora alla commissione che dovrà approvare il Piano paesaggistico regionale a fine mese. Se tutto andrà bene poi partiranno i bandi per altri progetti come questo.