Proposta di legge regionale per gestione derivazioni idroelettriche

Una proposta di legge per far sì che la Regione Friuli Venezia Giulia possa gestire direttamente le concessioni per le grandi derivazioni di risorsa idrica a uso idroelettrico. È il documento presentato questa mattina da parte di tutte le forze di opposizione in Consiglio regionale. “Una rivoluzione attesa da anni che, grazie al Decreto Semplificazioni e alla sua conversione nel febbraio del 2019, può diventare realtà” hanno affermato in una conferenza stampa i consiglieri regionali Cristian Sergo e Mauro Capozzella (MoVimento 5 Stelle), Nicola Conficoni (Pd), Massimo Moretuzzo e Gianpaolo Bidoli (Patto per l'Autonomia), Simona Liguori (Cittadini) e Furio Honsell (Open – Sinistra FVG).

“In questo anno e mezzo abbiamo atteso, invano, di vedere un disegno di legge da parte della Giunta regionale, atteso che la prima versione della legge nazionale prevedeva un termine ben preciso, il 31 marzo 2020, entro cui le Regioni avrebbero potuto e dovuto recepire quanto proposto dallo stato: essere padroni del destino delle proprie risorse idriche e soprattutto dello sfruttamento delle stesse. Il nostro interesse – hanno spiegato i proponenti - deve essere quello di prevedere una gestione oculata che non punti al mero profitto ma che tuteli il nostro ambiente, i nostri lavoratori, le nostre casse regionali”.

“Infatti, con la possibilità di essere la protagonista della concessione, la Regione non solo potrà stabilire le modalità con cui scegliere i nuovi concessionari, non solo potrà essere direttamente interessata alla gestione delle concessioni, ma potrà anche introitare i canoni previsti. Questa è una legge in primo luogo di giustizia. In questi ultimi anni gli accordi sulle concessioni non erano solo svantaggiose per i Comuni ma ancora di più per i lavoratori” hanno aggiunto i consiglieri regionali.

L’intenzione dei proponenti è spronare la Giunta a concludere un lavoro che doveva essere completato entro il 31 marzo 2020 e che solo grazie alle modifiche apportate con il Decreto Cura Italia è stato prorogato al prossimo 31 ottobre. Vogliamo il coinvolgimento di tutte le forze politiche visto che di questa vicenda, se non ci fossero state le interrogazioni presentate in aula dai consiglieri di opposizione, non se ne è mai parlato. A marzo l'assessore Scoccimarro, sollecitato dal consigliere pentastellato Mauro Capozzella, annunciava la presentazione di un ddl entro metà aprile ma al momento nulla è pervenuto.

“Si tratta di una vera e propria rivoluzione per la nostra montagna, area maggiormente interessata dalle derivazioni e a cui andrebbero destinate le risorse dei canoni e parte dell’energia prodotta. Fondi e misure che potrebbero finanziare i servizi essenziali, lo sviluppo turistico e il rilancio del territorio. Attraverso la gestione diretta delle concessioni, si può garantire sviluppo e occupazione ma anche salvaguardia dell'ambiente, elementi fondamentali per il futuro del Friuli Venezia Giulia”.