Proposte di Patto per Udine, dopo il “Museo nazionale della Protezione Civile”, Valcic si attacca al tram

Elaborazione grafica Mirco Varutti Uniud

Dopo la proposta di riuso dell’ex sede dei Vigili del Fuoco quale futuro “Museo nazionale della Protezione Civile” il Patto per Udine ha presentato oggi a Udine anche l’ambizioso progetto del tram elettrico. «Il tram – introduce Valcic – è un’idea che offriamo alla città, indipendentemente dalla lista politica vincitrice delle prossime elezioni. Il progetto – prosegue – ha un grandissimo valore politico. Mentre i programmi di sviluppo dei nostri competitor si basano sull’esistente, sulla sua conservazione, trasformazione o manutenzione, il Patto per Udine punta a rivoluzionare la città attraverso un evento “dirompente”, ma assolutamente necessario». La lista autonomista, infatti, individua proprio nella realizzazione del tram elettrico un’evoluzione altamente vantaggiosa per il sistema di mobilità cittadina, capace di coinvolgere il settore della viabilità, quello economico ed ambientale. Come ha illustrato il Prof. Sandro Fabbro, candidato consigliere comunale: «Il tram sposta velocemente , comodamente e a costi simili a quelli del bus grandi quantità di persone. Ci permette di trasferire più traffico dall’auto al trasporto pubblico collettivo ed è capace non solo di riqualificare la città, ma di generare vantaggi per i residenti, i turisti e di attirare e dar vita a nuove attività commerciali».

Elaborazione grafica Mirco Varutti Uniud

La prima ipotetica linea del nuovo tram elettrico di Udine si estenderebbe per circa 5 km, collegando la Stazione ferroviaria con il polo universitario dei Rizzi, grazie ad una fattibilità tecnica oggi fortemente facilitata dai nuovi mezzi appositamente studiati per città dalle dimensioni medio-piccole. Dal punto di vista economico, la realizzazione implica investimenti iniziali elevati, ma con ritorni immediati e garantiti. «In Europa – conclude Fabbro – ci sono moltissimi casi da prendere ad esempio, solo per citarne alcuni: Besançon, Cottbus, NordHausen e Valenciennes; tutte città tra i 116 mila e i 46 mila abitanti. In questa fase, perciò, Udine anticipa solamente quello che succederà tra dieci anni».

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