Provincia: “Il nome Wassermann non si cambia”, monito al Rettore di Udine

Ma l'ateneo non intende cambiare il nome dell'istituto di via Gemona, ma titolare la Scuola Superiore Universitaria ospitata al suo interno

Suona più o meno così il monito che il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini ha lanciato stamane al Rettore dell’Università di Udine, Alberto Felice De Toni: Giù le mani dal nome Toppo Wassermann. l’intitolazione della scuola non si tocca.
Ma sorge il sospetto che il presidente dell’ente d’area vasta sia stato un po’ troppo precipitoso, visto che da parte dell’Ateneo non vi è, di fatto, nessuna intenzione di cambiare il nome dell’istituto di via Gemona.
Andiamo per gradi:
Pochi giorni fa, il rettore dell’ateneo friulano ha annunciato l’avvio di un sondaggio per scegliere il nome della Scuola Superiore dell’Università, collegio ospitato all’interno dell’Istituto Toppo Wassermann di via Gemona. I vertici dell’Ateneo, dunque, allo scopo di non confondere le due istituzioni, hanno invitato studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico e amministrativo a proporre la denominazione della scuola universitaria tramite un sondaggio online, che si chiuderà il 31 marzo. Il nome scelto, infine, sarà reso noto il 30 giugno, alla vigilia di “Conoscenza in Festa 2016”.
Ma da subito il rettore De Toni ha chiarito: «Nessun problema con il legato di Toppo Wassermann, abbiamo verificato con gli uffici legali dell’ateneo e del Comune che la scelta di dare un nome alla Scuola è assolutamente compatibile con quanto richiesto dal legato. L’edificio che ospita la Scuola continuerà a chiamarsi “Istituto di Studi Superiori di Toppo Wassermann” e ci sarà un’apposita tabella a segnalarlo. Una delle attività ospitate al suo interno è quella della Scuola Superiore dell’ateneo che avrà un suo nome distintivo scelto dalla comunità universitaria».
Rassicurazioni, queste, che al presidente Fontanini devono essere evidentemente sfuggite, altrimenti non si spiega la sua missiva indirizzata oggi a Palazzo Florio (sede Università), con tanto di “infarinatura” storica allegata.
«Il nome della scuola c’è già - ha scritto infatti il presidente - ed è Toppo-Wassermann. No a nuove intitolazioni. Rispettare il testamento del benefattore».
Ecco che per meglio argomentare la sua richiesta, Fontanini ha allegato stralci delle disposizioni testamentarie di Francesco di Toppo, risalenti al 29 gennaio 1876:
“Per quanto andrà al possesso e godimento della mia sostanza stabile la Città di Udine e Provincia, detti legatari provvederanno per la fondazione nella città di Udine di un Collegio o Istituto di istruzione ed educazione maschile che dovrà nominarsi Istituto di Toppo-Wassermann, volendo che al mio nome quello si congiunga della defunta prima moglie Co.Antonietta Wassermann, perché ne sono delle sue sostanze l’erede, e perché anch’Essa accarezzava una tale istituzione”.
«Di Toppo - scrive dunque Fontanini - ha espresso la precisa volontà circa la denominazione che dovrà essere assegnata al futuro Collegio con sede negli immobili di sua proprietà lasciati in eredità a Comune e Provincia di Udine. Non servono sondaggi per individuare la denominazione della scuola superiore dell’Università di Udine. - insiste il presidente - il nome c’è già. Invito il Rettore che ha avviato il sondaggio per definire nuova denominazione e la comunità accademica coinvolta in quest’iniziativa, a rispettare la volontà e la memoria del benefattore. Sarebbe grave non mantenere fede alle disposizioni del Conte il quale ha precisamente indicato che il suo nome e quello della consorte devono contrassegnare l’istituto “destinato alla perpetuità”».
E grave, per la Provincia, e non a torto, dev’essere stato anche il fatto che il rettore, per questa iniziativa, si sia concertato soltanto con il Comune, co-proprietario al 50% con l’ente d’area vasta dell’edificio di via Gemona.

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