…quel triangolo isoscele dedicato a Maria

dConvegno a Trieste su Antonio Guacci a 50 anni dalla creazione del Tempio Mariano di Monte Grisa. 

Un ricordo e alcune riflessioni su Antonio Guacci in occasione dei cinquant’anni dall’inaugurazione del Tempio Mariano di Monte Grisa a Trieste, è quanto si propone il convegno promosso dal Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Trieste che si svolgerà venerdì 2 dicembre (dalle 9,30)  a Trieste presso l’aula Bachelet dell’Edificio Centrale dell’Università in piazzale Europa 1. A parlare di questo monumento che negli anni è diventato una vera e propria icona nel paesaggio cittadino saranno alcuni allievi e poi colleghi del professor Guacci presso la facoltà di Ingegneria di Trieste, Edino Valcovich e Giovanni Ceiner, ai quali si affiancheranno Diana Barillari, Giovanni Tubaro e due ospiti di grande rilievo scientifico quali Sergio Poretti e Tullia Iori dell’Università di Roma Tor Vergata.
Sono trascorsi ormai oltre vent’anni dalla scomparsa di Antonio Guacci e cinquanta dall’inaugurazione del Tempio Mariano di Monte Grisa. La figura di Antonio Guacci, progettista, artista, docente universitario, ha bisogno di essere ricordata sviluppando, nel contempo, una riflessione critica del suo lavoro complessivo. Antonio Guacci è stata una figura significativa della cultura triestina del secondo dopoguerra per l’incisività della sua azione che si è sviluppata su tre percorsi tra loro strettamente collegati: quello artistico, quello del progettista di architettura, quello della docenza universitaria. Il lavoro di Guacci su questi tre distinti settori non è rimasto separato, ma si è reciprocamente intrecciato producendo benefici esiti di carattere interdisciplinare. La realizzazione del Tempio Mariano di Monte Grisa risulta l’opera più nota e rappresentativa in tale senso. L’ingegner Guacci svela la predilezione per il triangolo isoscele, un modulo che guida non solo la composizione ma è allo stesso tempo struttura, originando un’architettura nella quale è “quasi impossibile separare i fatti statici da quelli spaziali”  secondo la definizione che pronuncia Sergio Musmeci, il grande ingegnere strutturista che viene chiamato a certificare i calcoli statici. Ed è proprio la marcata cifra “strutturale” e l’adozione di reticoli compositivi basati sul triangolo a segnare  gli edifici di Guacci, i quali sono caratterizzati  da una libertà espressiva che riesce difficile assimilare a uno stile, poiché ognuno riesce diverso e con una precisa identità.
l valore simbolico, lo straordinario impianto strutturale del tempio Mariano(definito con il significativo contributo di Sergio Musmeci), il ruvido carattere materico del calcestruzzo smorzato dalla trasparenza della trama triangolare di facciata, impongono ancora oggi, a cinquant’anni dalla sua inaugurazione, sia la necessità di una riflessione attorno alle logiche di
progetto che di una comprensione completa del senso di quell’architettura. Questo Convegno nasce proprio con l’intento di dare risposte a questi interrogativi.
Promosso dal Dipartimento di Ingegneria e Architettura il convegno si avvale della collaborazione dell’Università degli Studi di Udine, dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Trieste, dell’Ordine degli Architetti della provincia di Trieste e dell’Associazione SIXXI di Roma  (XX Century Structural Engineering: the Italian Contribution).
Per gli iscritti all’Ordine degli Ingegneri di Trieste la partecipazione all’intera durata del convegno può dar diritto al riconoscimento di 2 CFP (cfr. allegato A del Regolamento per l’aggiornamento professionale: max 3 CFP/evento; max 9 CFP/anno).

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