Raduno Alpini a Cividale, senatrice Pd Rojac attacca le nostalgie sulla Leva del presidente del Consiglio Fvg Zanin

Nella foto, da sinistra: il sindaco di Povoletto, Giuliano Castenetto, Cristiano Shaurli, il sindaco di Faedis, Claudio Zani, il vicesindaco di Attimis, Agostino Ferrari.

Con due note emesse nell'arco di due ore il Partito Democratico del Fvg si occupa degli Alpini e di cose militari. Nel primo comunicato a parlare è il segretario regionale Fvg Cristiano Shaurli, fra l'altro già tenente degli Alpini, che oggi nella città ducale ha partecipato 24º raduno del battaglione alpino "Cividale", promosso dall’Associazione “Fuarce Cividât”. "Dai primi caduti della Grande Guerra all'epopea di Russia, dai terremoti del Friuli e dell'Irpinia alle missioni all'estero, gli alpini del 'Cividale' hanno sempre fatto il loro dovere con generosità e onore”, afferma Shaurli. “Ritrovarsi a Cividale significa rinnovare il legame tra le penne nere e il Friuli, un legame fatto di valori, tradizioni e solidarietà. Il patto di fratellanza che allaccia per sempre gli Alpini fra loro e alle nostre comunità merita di essere preso a esempio, custodito e trasmesso, perché è schietto e vero come i monti e le valli cui apparteniamo". Insomma una nota di maniera a corollario della cronaca della giornata arricchita da una foto. Il programma della giornata ha previsto, spiega  il segretario Pd, dopo la deposizione di una corona al monumento ai battaglioni Cividale, Val Natisone e Monte Matajur; l'alzabandiera solenne in piazza del Duomo con le Autorità, la Messa in Duomo e la sfilata lungo le vie cittadine fino al Piazzale 8º Reggimento alpini. Dalle ore 15 le fanfare alpine si sono esibite nelle piazze della città. Chiusura delle cerimonie alle ore 16,30 con l'ammainabandiera in piazza del Duomo. Fin qui nulla di particolare.
Ma sempre sul tema Alpini è la senatrice Tatjana Rojc ad intervenire innestando una polemica che c'è da pensare non lascerà indifferenti: Roiac infatti ha affermato che la leva "Non è un’idea né giusta né romantica, ma è un’idea sbagliata e balzana, firmato Antonio Martino". Così la senatrice dem Tatjana Rojc, componente della commissione Difesa a Palazzo Madama, replica, non ovviamente al suo segretario ma  al presidente del Consiglio Fvg Piero Mauro Zanin (FI) il quale ha invitato a "riflettere sul valore della leva obbligatoria e sulla possibilità di una sua reintroduzione".  "Purtroppo bisogna tornare a far chiarezza - continua Rojc - su certi miti resuscitati dalla Lega a mero scopo propagandistico e che vengono fatti propri anche da esponenti di partito che dovrebbero essere moderati e pragmatici. Per quanto possiamo essere affezionati ai ricordi dell'esercito di leva, questo modello non risponde più alle nostre esigenze di difesa. Invito a rileggere - conclude - le riflessioni di un esponente e fondatore di Forza Italia come Antonio Martino che ha fatto esperienza alla guida del Ministero della Difesa". Una posizione quella della senatrice Dem che in realtà mette il dito nella piaga ma non tanto evidenziando l'ennesima sparata propagandistica leghista che lascia il tempo che trova ma che appare incompleto quando parla, acriticamente, delle esigenze di difesa. Sarebbe invece opportuno che si iniziasse a ridiscutere dell'attuale “modello di difesa” anche alla luce delle vicende internazionali. Giusto non avere nostalgie per un modello di leva obbligatoria che era obsoleta ed inutile, ma magari ridiscutere del ruolo italiano nella Nato e della palese sudditanza alle politiche militari avventuristiche degli Usa (non solo in epoca Trump), mascherate da azioni di polizia internazionale o di “forze di pace” potrebbe essere una buona idea.