Referendum costituzionale…. non ci resta che il NO ma con poche speranze

Orribile portare gli italiani alle urne per decidere se usare un macete sulla politica quando invece servirebbe il bisturi. Ed anche se la qualità di molti appelli di improbabili capi politici nel fronte del no che, pur rappresentando solo se stessi, si arrogano il diritto di dirci cosa fare tanto da far vacillare anche i più convinti, è bastato l'appello finale del pentastellato Luigi Di Maio ed il suo racconto pinocchiesco su risparmi e numeri di seggi nel mondo, per fare pendere verso il No ogni persona di buon senso. O almeno così dovrebbe essere, ma invece con ogni probabilità non sarà così, troppo l'odio sparso da un antipolitica indiscriminata per pensare che dinnanzi al quesito:  “Approvate il testo della legge costituzionale concernente “modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” una maggioranza di italiani non si comporti come un toro nell'arena quando gli viene sventolato il drappo sotto il naso. Non basteranno certo le centinaia di migliaia di post, fra ironia e belle o  improbabili analisi  sui social a ribaltare il risultato perchè i frequentatori dei social non hanno capito che, su Facebook e dintorni, si parla come davanti a uno specchio,  a se stessi o al massimo a chi la pensa come te. Miracoli dell'intelligenza artificiale.  Anche questo episodio referendario  è parte della crisi della democrazia italiana ed è bene ricordare  a chi lunedì stapperà bottiglie per  festeggiare, quanto diceva il drammaturgo francese Pierre Corneille che: "a vincere senza pericolosi trionfa senza gloria", del resto finché non si comprenderà come la comunicazione verso i cittadini è l'elemento più importante da curare, a vincere saranno sempre dispensatori di fake, spargitori di odio e  politicanti senza scrupoli. Quelli, guarda caso,  che non verranno toccati dal taglio e che anzi vedranno aumentare il proprio potere. Povera Italia.

Da e-paper 18/09/2020