Referendum: domani a Gradisca d’Isonzo Assemblea pubblica a sostegno del No organizzata da Rifondazione Comunista e dal M5s
S’informa che martedì 3 marzo 2026 alle ore 18.30 presso la sala riunioni della Casa del Popolo di Piazza Unità a Gradisca d’Isonzo si terrà un’assemblea pubblica a sostegno del NO al Referendum Costituzionale sulla Giustizia organizzata da Rifondazione Comunista e dal Movimento Cinque Stelle.
Interverranno come relatori l’on. FRANCESCO SILVESTRINI del Movimento Cinque Stelle, GIANLUCA SCHIAVON responsabile nazionale giustizia di Rifondazione Comunista e l’avvocato GIOVANNI IACONO.
Rifondazione Comunista ed il Movimento Cinque Stelle sono schierate per il NO al Referendum Confermativo Costituzionale sulla Giustizia indetto per il 22 ed il 23 marzo 2026.
La controriforma di Meloni e Nordio sulla Giustizia fa della Magistratura un potere non più indipendente ma subordinato al Governo:
-Trasforma il Pubblico Ministero in una sorta di “avvocato della polizia” per ottenere più condanne possibili.
-Espone tutte e tutti noi ad una verità processuale non più costruita insieme al giudice, ma disposta solo dal Pubblico Ministero.
-Non riduce i tempi dei processi e non aumenta il personale. Non rafforza le garanzie. Non assicura la rieducazione del condannato né la certezza della pena.
-Stravolge la Costituzione e mette a rischio l’autonomia della Magistratura, compromettendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
-Ha un obiettivo preciso: sottoporre la Magistratura al condizionamento del Governo e indebolire i controlli su chi esercita il potere.
Il risultato è una giustizia dura con i deboli e indulgente con i potenti. L’autonomia della Magistratura non è un privilegio, ma una garanzia di uguaglianza per tutte e tutti.
Il 22 ed il 23 marzo 2026 non si voterà sulla separazione delle carriere come racconta la propaganda governativa, perché la questione è stata affrontata già dalla legislazione precedente. Stravolgono la Costituzione per portare avanti il piano di Licio Gelli e Silvio Berlusconi contro l’indipendenza della magistratura e rendere il Pubblico Ministero subalterno alla polizia giudiziaria, cioè al governo. Una vittoria del SÌ nel referendum consentirà di rilanciare il disegno reazionario della destra contro la democrazia costituzionale, dal premierato all’autonomia differenziata.




