Che Meta censuri il video del professor Barbero sul NO al referendum è un fatto di gravità inaudita e ancora più indecente è la “scusa” addotta.  Il post di Barbero sarebbe stato rimosso perché troppo virale. Non è chiaro da quando la popolarità è diventata  motivo per censurare un contenuto. Così Meta si inventa il reato di “eccessiva viralità” e decide di penalizzarlo bloccando di fatto il messaggio di Barbero. Inutile dire che siamo difronte ad un atto che ha solo un nome: censura. Fra l’altro ulteriore motivo sarebbe che  il professore “dichiara il falso” senza fra l’altro spiegare in  cosa, come e perché. Appare chiaro che si tratta di atto gratuito arbitrio, altro che moderazione. Quando un’opinione autorevole viene silenziata perché scomoda, non si tutela la community: si fa censura politica. E questo dovrebbe preoccupare tutti, indipendentemente da come si voterà. La censura ingiustificata di quel video conferma una paura evidente: che i cittadini possano informarsi e votare liberamente contro una riforma pericolosa per la tenuta democratica del Paese. Il professor Barbero annuncia sui social che voterà no al referendum sulla giustizia, da cittadino e con motivazioni politiche, incontrando una straordinaria condivisione e diffusione.  Per questo condividiamo il video di Barbero il più possibile.