Regeni: vertice investigatori, sul tavolo 3000 pagine in arabo

La delegazione egiziana composta da magistrati e inquirenti che si stanno occupando della morte di Giulio Regeni a Il Cairo ha lasciato il Centro conferenze internazionali presso la Scuola superiore di polizia di via del Vignola a Roma, dove da stamattina è in corso di svolgimento la riunione con gli investigatori e i magistrati italiani sul caso. All'interno della struttura sono rimasti fino al tardo pomeriggio il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, il sostituto Sergio Colaiocco e gli investigatori dello Sco della Polizia e del Ros dei Carabinieri per fare un punto della situazione e analizzare le 3000 pagine di verbali, pare gran parte in arabo, portate dall’Egitto. Di certo nella giornata di domani è previsto un nuovo incontro con gli egiziani. Della delegazione egiziana fanno parte il generale Adel Gaffar e il brigadiere generale Alaa Abdel Megid, dei servizi centrali della polizia egiziana, il vicedirettore della polizia criminale del governatorato di Giza, maggiore Mostafa Meabed, e poi due magistrati della Procura del Cairo, Mostafa Soliman e Mohamed Hamdy El Sayed. L'attenzione si concentra sui documenti arrivati dal Cairo: appunto tremila pagine che erano duemila fino a pochi giorni fa, con "oltre 200 verbali di testimonianze", dicono dalla capitale egiziana. Ci sarebbero anche "le registrazioni delle videocamere di sorveglianza", un "registro delle chiamate del suo telefono portatile", "il rapporto di medicina legale sull'autopsia" e "le testimonianze di ufficiali e amici della vittima". Intanto una fonte giudiziaria citata dal quotidiano al-Masry al-Youm afferma che una parte della delegazione egiziana "potrebbe" incontrare la famiglia del ricercatore per "porgerle le condoglianze e rispondere a sue eventuali domande". La famiglia Regeni, tuttavia, tramite il proprio legale ha fatto sapere di non aver ricevuto dagli egiziani alcuna richiesta d'incontro. La vicenda della vista degli inquirenti dal Cairo a Roma non è invece passata inosservata sulla stampa internazionale, questa mattina particolarmente duro ill quotidiano londinese Times. "L'omicidio di Giulio Regeni fa emergere qualcosa di marcio nello Stato egiziano" scrive il prestigioso giornale londinese in un editoriale dal titolo 'Tirannia al Cairo'. "Il presidente Al Sisi ha promesso all'Italia la verità ma, fino ad ora, dall'Egitto c'è stato solo offuscamento", spiega il Times ai propri lettori. Secondo il giornale inglese fra l'altro l'omicidio Regeni non è una "atrocità isolata" ma il risultato di una repressione che sta andando avanti da anni. E questo non potrà che isolare l'Egitto a livello internazionale. Un messaggio per il presidente al Sisi che nella vicenda appare sempre di più in difficoltà. E forse anche per questo proprio mentre si svolgeva il vertice degli “investigatori” dal Cairo sono arrivate nuove rassicurazioni dell'Egitto. Il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry in un'intervista all'emittente televisiva al Arabiya ha infatti ribadito che il caso è stato affrontato "in modo trasparente". "L'Egitto - ha detto - è intenzionato a mantenere i suoi stretti legami con l'Italia. Abbiamo aperto le nostre porte agli investigatori italiani per permettergli di prendere parte alle indagini".

Potrebbero interessarti anche...