Stato-Regione Fvg: pronte le norme per l’autonomia tributaria

È pronto per essere vagliato dal ministero degli Affari regionali e dal consiglio dei Ministri il pacchetto di modifiche alle norme per l'attuazione dello Statuto speciale regionale in materia di finanza locale. Lo ha annunciato l'assessore regionale alle Autonomie locali, Paolo Panontin, dopo l'approvazione da parte della Giunta regionale della proposta di articolato che modifica e integra il decreto legislativo 9 del 2 gennaio 1997, rendendo effettiva la piena autonomia regionale ad istituire e disciplinare i tributi degli enti locali con la garanzia di assicurare allo Stato gli obiettivi di riequilibrio della finanza pubblica complessiva. Come spiega Panontin la proposta giunge al termine di un "lungo percorso in Commissione paritetica Stato-Regione" che ha licenziato una serie di norme mirate sul tema della finanza locale caratterizzata da "elementi di assoluta qualificazione della specialità regionale, con la piena autonomia della gestione dei tributi locali, pur in un quadro di patto fra Stato e Regione". Secondo Panontin, la Regione si muove "nel segno di quanto già ottenuto da Trento e Bolzano" e suggellato dalle intese intercorse durante l'incontro tra la presidente Debora Serracchiani e il primo ministro Paolo Gentiloni. In particolare la norma di attuazione proposta rende esplicita la potestà legislativa della Regione prevista costituzionalmente stabilendo, tra l'altro, che non possono essere applicati direttamente nel territorio regionale nuovi eventuali tributi locali istituiti con legge statale (o modifiche statali a tributi locali già esistenti) che siano successivi all'entrata in vigore delle nuove leggi regionali in materia, salvo espresso recepimento da parte di una legge regionale. In questo modo si assicura l'attuazione del federalismo fiscale: ad esempio, in materia di Imu o altri tributi locali sui beni immobili la Regione può regolamentare le leve delle entrate locali e definire precise politiche di fiscalità territoriale. La Regione, dal canto suo, garantisce il coordinamento e la tenuta del sistema di finanza pubblica locale anche in tema di armonizzazione dei bilanci degli enti locali e nel rispetto dei principi che derivano dall'appartenenza all'Unione europea e dall'ordinamento tributario italiano. La proposta dovrà ora tornare al vaglio del ministero degli Affari regionali e della Commissione paritetica per poi approdare in consiglio dei Ministri per l'accoglimento definitivo.

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