Restituiti i documenti personali di Giulio Regeni. Continua la “collaborazione” della magistratura egiziana alla ricerca di una verità di comodo

regeni_documenti-facebook“Nell'ambito della collaborazione per l'omicidio di Giulio Regeni, il procuratore generale egiziano ha ricevuto oggi al Cairo una delegazione della Procura della Repubblica di Roma presieduta dal sostituto Sergio Colaiocco. Lo ha reso noto un comunicato congiunto dei due uffici giudiziari. Durante il fruttuoso incontro - si legge sempre nella nota - le parti hanno discusso gli ultimi sviluppi investigativi e hanno rinnovato il loro impegno a continuare la loro proficua collaborazione nel comune intento di assicurare giustizia per la vittima. Sono stati richiesti dalla Procura della Repubblica di Roma i documenti della vittime rinvenuti il 24 marzo, che sono stati immediatamente consegnati» dal procuratore egiziano. Così tornano in patria il passaporto di Giulio Regeni, due suoi tesserini universitari e il bancomat ma non certo la verità giudiziaria sulla sua morte e sulle orrende torture che l'hanno preceduta.
I documenti come è noto erano stati trovati il 24 marzo scorso dalla polizia egiziana, nell’abitazione della parente di uno degli uomini indicati in un primo momento dalla polizia egiziana appartenenti ad un presunto gruppo criminale autore del sequestro di Giulio, gruppo di uomini ucciso in un conflitto a fuoco si trattava di uno dei tanti depistaggi inscenati in Egitto, il più crudele perchè c'è chi non esito ha crivellare di colpi i presunti rapitori che resi cadaveri non avrebbero potuto difendersi ne smentire le accuse. Per fortuna la messa in scena fu così grossolana da non reggere neppure poche ore. Ora a nove mesi dall'omicidio di Giulio proseguono i tentativi della giustizia italiana di trovare il bandolo della matassa di una inchiesta che, fra resistenze, depistaggi e falsità, sarà di difficilissima risoluzione, almeno dal punto di vista dell'individuazione di autori materiali e mandanti dell'orrenda fine di Regeni. Così il vice procuratore capo Sergio Colaiocco al Cairo ha incontrato il procuratore egiziano Nabil Sadek e altri funzionari di alto livello: una nota congiunta ha spiegato che «hanno discusso gli ultimi sviluppi investigativi e hanno rinnovato l’impegno a continuare la loro proficua collaborazione nel comune intento di assicurare giustizia alla vittima». L’incontro verrà poi probabilmente rinnovato a dicembre, a Roma, dove la delegazione egiziana è stata invitata per un nuovo approfondimento sul caso. A se sul piano dei rapporti giudiziari si procede a rilento, non così sul piano diplomatico, con l'Egitto che preme perchè si ristabiliscano i rapporti on l'Italia soprattutto dal punto i vista economico. Se infatti su alcuni versanti le “collaborazioni” economiche sono più facilmente sostituibili, e già altri paesi, come la Francia ed il Regno Unito si sono fatti avanti, su altri piani, come quello turistico, la mancanza degli italiani pesa molto sul bilancio del Cairo tanto che sono in atti “manovre” ben definite. L'avevamo denunciato dalle pagine Friuli Sera il 19 ottobre scorso che si era tenuto un incontro tra il presidente di ASTOI Confindustria Viaggi, Nardo Filippetti e Mohamed Yahiya Rashid, nuovo ministro del Turismo egiziano. Astoi rappresenta oltre il 90% del mercato del tour operating italiano che ha interesse almeno coe gli egiziani che le mete turistiche del Paese delle piramidi tornino di “moda”. Così, denunciavamo il 19 ottobre scorso, che quasi alla chetichella si era svolto l’incontro di lavoro del Ministro egiziano con Astoi:“Abbiamo voluto, ha detto Nardo Filippetti, testimoniare all’Egitto paese amico e da sempre uno dei principali bacini turistici per il mercato italiano la nostra vicinanza e la preoccupazione per la situazione che non rende ad esso merito: il calo di traffico e lo sfruttamento minimo delle potenzialità del Paese dei Faraoni”, questo il commento di Nardo Filippetti, presidente Astoi. Regeni viene quindi cancellato come uno dei fattori che non “rende merito” all’Egitto. Mentre dal canto suo per il ministro l’incontro con i rappresentanti italiani è stato proficuo per i temi trattati condivisi. “Abbiamo discusso a lungo della volontà dell’Egitto di organizzare un altro evento, “United for Egypt II” a Sharm el Sheikh a fine febbraio 2017, in presenza di 500 agenti di viaggio per rilanciare il Paese come meta per gli italiani”. Insomma il tempo stringe e chissà che per dicembre non venga confezionata una “verità” comoda per tutti che consenta di seppellire Regeni e la sua memoria definitivamente, i primi cedimenti nella politica ci sono, i faccendieri di economia e finanza non hanno nessuno scrupolo, speriamo solo che la stampa italiana sia per una volta faccia davvero il cane da guardia.

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